A Zavarella il Quadro di Saca: sentenza a sorpresa del tribunale

Una sentenza che farà discutere e che, soprattutto, apre scenari a dir poco nuovi. Perché smentisce un principio che sembrava acclarato nella pubblica amministrazione, ovvero che si viene assunti e si fanno progressioni tramite concorsi pubblici, e perché in qualche modo ribalta la pronuncia dell’Anac che aveva stabilito meno di due mesi fa la compatibilità del ruolo di consigliere comunale con quello “non apicale” in Saca di Salvatore Zavarella.

La giudice del Lavoro del tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, ha infatti accolto il ricorso presentato dall’ex assessore e attuale consigliere comunale (passato dai civici a Fratelli d’Italia) che aveva chiesto di annullare l’annullamento in autotutela della delibera con la quale la Saca aveva deciso di fare una transazione con Zavarella (e un’altra decina di dipendenti) per il riconoscimento di mansioni superiori.

Al di là del gioco di parole, nella sostanza, a Zavarella è stato riconosciuto, pur non avendo mai fatto nessun concorso pubblico, il ruolo di Quadro (nonostante non sia laureato) all’interno della società partecipata, cosa che lo pone, ora anche formalmente, ai vertici dell’azienda non essendoci figure dirigenziali nella stessa. Motivo questo che ribalta il principio per il quale l’Anac aveva dichiarato la sua compatibilità con il ruolo politico.

La storia parte da lontano, in verità, prima che Zavarella entrasse nell’agone politico di Sulmona: nel giugno del 2019 l’allora presidente di Saca Luigi Di Loreto aveva fatto una delibera con la quale proponeva ad una decina di dipendenti scatti di carriera e il pagamento delle spese legali in cambio del ritiro della causa di lavoro con la quale avevano chiesto il riconoscimento di mansioni superiori (che solo per Zavarella ammontavano a 91mila euro).

La delibera in questione, però, sotto minaccia dell’Ersi (l’organo di controllo) che aveva anche prospettato di ritirare la concessione alla società, era stata annullata in autotutela, sulla base del principio, sostenuto e rivendicato dall’Ersi, che anche le progressioni verticali devono essere soggette a concorso o a procedura pubblica, seppur interna.

La teoria dell’Ersi, di cui Di Loreto non si diceva convinto, è stata ora nella sostanza smentita dalla giudice, per cui a Zavarella dovrà essere riconosciuto il ruolo di Quadro. Chissà se ancora compatibile con la carica politica.

4 Commenti su "A Zavarella il Quadro di Saca: sentenza a sorpresa del tribunale"

  1. Se capisco bene Il giudice del lavoro ha semplicemente cassato l’annullamento in autotutela di un atto conciliativo non ha stabilito che il lavoratore abbia diritto ad un inquadramento a un livello economico e mansioni superiori. Se fosse così saremmo dinnanzi ad un’altra notizia.

    • Bisogna attendere di leggere la sentenza, ma da quanto si è capito l’annullamento è basato sull’infondatezza dell’autotutela che, in sostanza, abilita la delibera di transazione riconoscendo la legittimità della stessa. Ergo del fatto che si può-deve procedere allo scatto

  2. è ora di ripulire queste società. la nuova amministrazione eletta a Sulmona è chiamata a dare un taglio (anche in termini di spesa) netto con il passato , via tutti,

  3. Tribunale soppresso già chiuso!!!! | 9 Maggio 2022 at 14:40 | Rispondi

    Da questo eccelso tribunale possiamo attendere solo ”
    Sorprese ” e molte interpretazione delle norme..meglio che si chiusa sto centro di potete e di sentenze con effetti speciali.( Nn è specificato l’avvocato del quadro ,ci darebbe già un indicazione)…

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