
Si è chiusa con uno sguardo rivolto al futuro del turismo sostenibile e identitario la terza e ultima giornata della Bit di Milano per la Regione Abruzzo. Nell’area eventi dello stand regionale sono stati presentati due progetti che mettono al centro il territorio, la qualità della vita e il ruolo delle comunità locali.
Il primo appuntamento ha riportato sotto i riflettori “Abruzzo Benessere”, iniziativa avviata dopo l’approvazione, nel 2020, della legge regionale che ha proclamato l’Abruzzo “Regione del Benessere”. Il progetto, affidato all’allora Arta Abruzzo – oggi Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale – punta a costruire un modello territoriale capace di offrire servizi di qualità sotto il profilo culturale, ambientale, alimentare e salutistico, con l’obiettivo finale di arrivare a una certificazione che attesti gli standard raggiunti.
A fare il punto sullo stato di avanzamento è stato l’ex assessore regionale al Turismo, Massimo Desiati, che ha parlato di un percorso ormai a buon punto. Attualmente è in corso una fase di indagine rivolta alle strutture alberghiere, ricettive e della ristorazione abruzzese per verificarne la disponibilità ad aderire a specifici requisiti. Tra questi figurano la rimozione delle barriere architettoniche, la manutenzione periodica di impianti e apparecchiature, l’efficientamento energetico con riduzione dei consumi di metano, energia elettrica e acqua, l’introduzione di menù a base di prodotti tipici locali e biologici e l’utilizzo di tecniche di cottura a ridotto contenuto di grassi.
Dal benessere alla valorizzazione dei borghi il passo è stato breve. Il secondo evento in programma ha infatti acceso i riflettori su “Un’altra idea di stare”, progetto promosso dall’Associazione nazionale Borghi Autentici. L’iniziativa propone un cambio di prospettiva nel racconto turistico: non più il “borgo cartolina” da visitare e fotografare, ma una comunità viva e accogliente, capace di trattenere i residenti e attrarre nuovi cittadini temporanei.
L’esperimento prevede una serie di iniziative volte a misurare la “capacità di comunità” dei singoli centri coinvolti, intesa come qualità delle relazioni, servizi e opportunità offerte. In Abruzzo sono tre i comuni che partecipano al progetto: Sante Marie, Scontrone e Fara San Martino. A raccontare l’esperienza sono stati direttamente i sindaci dei tre borghi, sottolineando come l’obiettivo sia favorire una cultura dello “stare”, ovvero scegliere di restare o di vivere il territorio in modo autentico e duraturo.
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