Accertamenti Imu, caos in Comune. Migliaia di cartelle a rischio

Non saranno forse i ritardi nelle notifiche ad annullare le cartelle Imu recapitate in questi giorni ad oltre 2.500 sulmonesi (anche se ci sono sentenze della Cassazione e delle Commissioni tributarie che hanno già annullato atti in situazioni simili), ma i tanti errori fatti negli accertamenti sono comunque destinati a ridurre la portata del recupero crediti. Che poi, in molti casi, si tratta di presunti crediti, perché di giorno in giorno aumenta la fila davanti all’ufficio tributi di palazzo San Francesco con utenti inferociti e, alla mano, ricevute di pagamento effettuate e faticosamente ritrovate tra i cassetti impolverati.
“C’è stato evidentemente un problema di comunicazione con gli F24 tanto con le banche che con l’Agenzia delle entrate – ammette la dirigente Filomena Sorrentino – per cui ci siamo ritrovati una mole di accertamenti inaspettata e con le forze che abbiamo riusciamo a fatica a starci dietro”. Tant’è che oggi in Comune, dove per parlare con l’ufficio tributi bisogna prenotarsi con un numeretto, gli appuntamenti per discutere della propria posizione vengono fissati a fine mese.
“Stiamo cercando di potenziare lo sportello con il personale a disposizione – continua la dirigente – e ci avvarremo anche dell’ausilio della Soget che ha seguito le notifiche”.
Ai tanti utenti che hanno già pagato e che sono stati chiamati a pagare di nuovo, si aggiungono poi quelli dove c’è stato un errore nell’identificazione del bene. C’è chi ad esempio si è visto catalogare la prima casa come “altro fabbricato”, vedendo la quota Imu aumentata per la diversa aliquota. “Ho fatto presente l’errore – spiega uno dei malcapitati – e mi hanno annullato la cartella, perché rifarla avrebbe sicuramente fatto sforare i tempi di prescrizione”.
Ma la beffa potrebbe venire dalla verifica della legittimità di notifica, se cioè, come appunto hanno già fatto alcune Commissioni tributarie, venisse considerata come buona la data di notifica fatta nelle mani dell’utente finale, piuttosto che quella del deposito. In questo caso il Comune dovrebbe annullare tutte e 2.500 cartelle inviate: un danno erariale non da poco.

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