Accusa di tentata estorsione: obbligo di firma per sindaco e vice sindaco di Rivisondoli

Sono state notificate ieri dai Carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, tre misure cautelari ai danni di Giancarlo Iarussi (sindaco del Comune di Rivisondoli), Roberto Ciampaglia (vice sindaco di Rivisondoli) e Tania Liberatore (legale dell’Ente), disposte dal Gip del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli. L’ordinanza dispone l’obbligo di firma presso la Caserma dei Carabinieri di Castel di Sangro per Iarussi e Ciampaglia, mentre per Liberatore è stata applicata la sospensione temporanea dall’esercizio della professione e del divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione.

L’accusa in merito sarebbe quella di una richiesta di una somma pari a 20.000 euro, da corrispondere a favore del Comune di Rivisondoli, per la realizzazione di una scala abusiva in un’abitazione di proprietà di alcuni soggetti di origine campana. A questi, infatti, lo stesso Comune altosangrino avrebbe inizialmente contestato l’opera abusiva. I proprietari dell’immobile avrebbero ricevuto una proposta, durante un incontro in Comune, da parte dei due amministratori di versare una somma che si aggirerebbe attorno ai 20.000 euro per coprire le spese di lite prima dell’accordo.

Da qui è scattata l’inchiesta da parte della Procura di Sulmona, con gli investigatori che hanno contestato la tentata estorsione. L’indagine, ancora in fase preliminare, prevede ora l’interrogatorio degli indagati per la prosecuzione del procedimento penale che dovrà, necessariamente, trovare conferma negli elementi di prova finora raccolti per l’eventuale avvio della fase processuale a carico delle persone raggiunte dalle misure cautelari.      

Intanto i legali degli amministratori di Rivisondoli sono pronti a presentare ricorso presso il Tribunale del riesame con il fine di impugnare la misura cautelare.

2 Commenti su "Accusa di tentata estorsione: obbligo di firma per sindaco e vice sindaco di Rivisondoli"

  1. Per la truffa dei rimborsi delle cliniche di ieri, in qualsiasi altra nazione civile europea, invece del sequestro cautelativo del maltolto, starebbero già in galera,ed il prossimo mese i colpevoli, verrebbero condannati ad almeno 20 anni di carcere da scontare integralmente.Qui da noi è così,con la corruzione imperante, ARCURI È ANCORA IN GIRO CON IN TASCA LE TANGENTI DELLE MASCHERINE,e i sindaci dei presepi si aggrappano alle estorsioni da pochi spiccioli.

  2. Reati di series B ? | 19 Settembre 2022 at 07:23 | Rispondi

    Una estensione è una estorsione ! Non dipende da quanto ti venga rubato! È una questione etica, culturale, di giustizia. Un reato è un resto!!!

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