
Era recluso nel carcere di massima sicurezza di Sulmona quando, a causa di problemi con il computer, aveva dato in escandescenza barricandosi all’interno della sezione detentiva prima di afferrare un estintore svuotandone il contenuto addosso a un agente di polizia penitenziaria. Con l’accusa di minaccia aggravata dall’uso di arma e lesioni personali aggravate è stato rinviato a giudizio Lucio Caputo, collaboratore di giustizia protagonista della vicenda risalente al 6 agosto 2022.
A distanza di due settimane dalla richiesta di riparare il pc, l’uomo aveva perso il controllo minacciando il personale in servizio. “Se non riparate il pc vi ammazzo a tutti” aveva detto il detenuto che, davanti al diniego della sua richiesta “per ragioni tecniche”, aveva quindi pensato di “sequestrare” l’intera sezione, minacciando gli agenti con un estintore. Poi, nel momento in cui i baschi blu avevano deciso di passare all’azione, aveva scaricato un estintore contro un agente penitenziario di 50 anni.
A causa della inalazione della polvere bianca, l’agente aveva accusato problemi respiratori e per questo era stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona dove i medici lo avevano dichiarato guaribile in venti giorni. Un’aggressione grave per la quale Caputo è stato rinviato a giudizio dal giudice che ha fissato l’udienza per il 7 luglio.
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