Agricoltura multifunzionale, Marcelli: “Riconoscere l’Alta Valle del Sagittario come asse portante della Strategia d’Area”

Riconoscere l’agricoltura multifunzionale dell’Alta Valle del Sagittario come asse portante della Strategia d’Area. E’ la richiesta che arriva dal Presidente della Rete APPIA, Nunzio Marcelli, che chiede il riconoscimento formale del ruolo dell’attività agricola dell’Alto Sagittario nei documenti di programmazione, nonché l’integrazione con le politiche per i servizi essenziali.

“Negli ultimi quarant’anni – spiega Marcelli – l’Alta Valle del Sagittario ha sviluppato, in larga parte per iniziativa endogena, un sistema economico e sociale che rappresenta un elemento strutturale per le politiche delle Aree Interne, ma che non risulta ancora pienamente riconosciuto nella programmazione strategica. Nei comuni di Scanno, Villalago, Anversa degli Abruzzi e Cocullo si è consolidato un modello di agricoltura multifunzionale che integra allevamento, trasformazione agroalimentare, ospitalità rurale e turismo esperienziale, generando effetti rilevanti in termini di occupazione stabile, presidio territoriale e continuità abitativa”.

Trenta le aziende agricole e pastorali attive, con un volume d’affari complessivo superiore ai dieci milioni di euro annui e un indotto occupazionale diretto e indiretto di circa novanta addetti. In un contesto di area interna montana, tali valori configurano un sistema economico strutturato, non episodico, con effetti misurabili sulla tenuta demografica e sociale.

“Uno degli elementi qualificanti – prosegue – di questo modello è la continuità temporale dell’attività economica. A differenza di molte iniziative a carattere prevalentemente stagionale, l’agricoltura multifunzionale richiede presenza fisica costante durante tutto l’anno. L’allevamento impone una gestione quotidiana, la trasformazione agroalimentare segue cicli annuali, l’ospitalità rurale intercetta flussi distribuiti nel tempo e le attività esperienziali non sono limitate ai soli periodi di alta stagione. Dal punto di vista della Strategia Nazionale per le Aree Interne, questo aspetto è centrale: il lavoro che richiede presenza continua produce stabilità abitativa, rafforza le comunità locali e contribuisce alla sostenibilità dei servizi essenziali”.

Marcelli chiede anche coerenza tra strumenti agricoli, turistici e di sviluppo territoriale, oltre al sostegno alla permanenza stabile degli addetti e delle loro famiglie nel comprensorio, una delle aree interne più colpite dallo spopolamento di tutto l’Abruzzo.

“L’esperienza dell’Alta Valle del Sagittario – conclude – dimostra che nelle aree interne esistono già sistemi capaci di generare sviluppo, lavoro e comunità permanenti. Circa trenta aziende, oltre dieci milioni di euro di fatturato e novanta addetti rappresentano una base economica concreta su cui costruire politiche di lungo periodo”.

1 Commento su "Agricoltura multifunzionale, Marcelli: “Riconoscere l’Alta Valle del Sagittario come asse portante della Strategia d’Area”"

  1. i c’ t’ sent boss, da quelle parti non si ciaccia, si lavora… Viva l’Italia

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