Ai confini della sanità: Scanno riunisce l’assise

Niente medico di base, niente centro di vaccinazione e servizio di emergenza-urgenza, l’ambulanza del 118 insomma, solo nelle ore diurne. Scanno ai confini della sanità e verrebbe da dire anche della realtà, vista l’emergenza pandemica che richiederebbe, al contrario, un servizio efficiente e capillare sul territorio.

Dopo il pensionamento senza sostituzione, dal primo gennaio, dell’ultimo medico di base del paese, così, l’amministrazione comunale di Scanno ha convocato per dopodomani (ore 18) un consiglio comunale urgente, con la richiesta di far intervenire i sindaci e i rappresentanti regionali del territorio. Perché il problema non è solo quello del medico che non c’è più, ma anche quello del centro vaccinale soppresso da ottobre scorso e che ha costretto e costringe i residenti ad affrontare viaggi di chilometri – fino a Sulmona – per poter ricevere le vaccinazioni alcune delle quali obbligatorie “neonati, bambini e ragazzi e i loro genitori – lamenta il sindaco Mastrogiovanni – lungo un tracciato viario non agevole e spesso esposto a condizioni climatiche sfavorevoli. Così come non può non evidenziarsi il mancato potenziamento del servizio emergenza urgenza 118, con l’estensione del servizio da H 12 solo diurno ad H 24, in modo da garantire il servizio e dunque una tempestività di intervento anche durante le ore notturne”. 

“Le condizioni di svantaggio economico-sociale che vivono gli abitanti dei centri minori della montagna abruzzese – continua il sindaco di Scanno –  impongono una seria riflessione ed un cambio di strategia per assicurare pari dignità a quei cittadini che, con profondo senso di radicamento, garantiscono il presidio delle aree interne, diversamente destinate all’abbandono”. 

Nell’assise di venerdì (che sarà trasmessa anche in streaming) Scanno non vuole solo protestare, ma trovare soluzioni adeguate per rispondere alle esigenze sanitarie di un centro montano: con l’impiego delle nuove tecnologie (si pensi alla telemedicina) da attivare anche grazie ad investimenti infrastrutturali da attingere al Recovery Plan.

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