AIL Teramo, così il terzo settore investe in qualità

L’AIL Teramo “Graziano Petrini”, sezione provinciale dell’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, non è solo un punto di riferimento per l’assistenza ematologica sul territorio teramano, ma si sta affermando anche come modello di gestione proattiva e orientata al dato scientifico nel Terzo settore.

Se da un lato l’AIL teramana (una delle 83 sezioni italiane) continua a essere un pilastro nel sostegno finanziario e assistenziale all’UOS di Ematologia dell’Ospedale Mazzini (100mila euro negli ultimi tre anni erogati in attrezzature, strumenti terapeutici e servizi come la mobilità solidale), dall’altro ha da poco compiuto una scelta di visione strategica: l’avvio di una ricerca mirata a ottimizzare il proprio impatto sulla comunità.

L’idea dell’AIL Teramo è stata infatti quella di chiedere al professor Nico Bortoletto, docente di Sociologia generale nel Dipartimento di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo, di condurre uno studio approfondito sulla propria attività. E così alcuni mesi fa è cominciata una ricerca che ora è in pieno svolgimento e che ha la caratteristica di mettere in dialogo fattivo due diverse realtà dello stesso territorio.

“L’obiettivo è capire – dichiara Bortoletto – come il funzionamento dell’AIL Teramo, in quanto organizzazione locale del Terzo settore, influenzi la consapevolezza rispetto al marchio AIL, e come questa consapevolezza si possa tradurre, o si traduca tout court, in consenso rispetto all’azione dell’associazione. I piani di analisi sono più di uno e quasi sempre assai interrelati l’uno con l’altro”.

L’associazione teramana ha scelto di puntare sulle idee e sulle consapevolezze attraverso uno screening scientifico affidato a un occhio esterno. Il tutto senza costi.

“L’accordo – prosegue Bortoletto – è stato stipulato a costo zero per AIL Teramo, essendo stata data la disponibilità, da parte del Dipartimento, di due ricercatori, senior e junior, idonei per condurre l’indagine”.

La ricerca è in pieno svolgimento e dovrebbe essere conclusa entro la prossima primavera: “I risultati attesi – spiega Bortoletto – dovrebbero focalizzare, essenzialmente, come le buone pratiche presenti a livello provinciale possano essere in un qualche modo riportate verso associazioni consorelle e come l’azione di governance, a diversi livelli, influenzi gli esiti dell’azione associativa”.

“La ricerca – aggiunge Greta Spineti, che affianca il professor Bortoletto nel lavoro – è un’occasione per comprendere a fondo la realtà dell’AIL Teramo valorizzando, da una parte, le esperienze di chi ne fa parte e, dall’altra, le percezioni del territorio rispetto all’operato dell’associazione. L’obiettivo è restituire un quadro chiaro e condiviso dei punti di forza e delle aree di miglioramento e al tempo stesso comprendere il radicamento di AIL Teramo sul territorio”.

Claudio Boffa, fondatore e presidente onorario dell’AIL Teramo (è anche presidente di Confassociazioni Abruzzo) spiega le ragioni della scelta: “Abbiamo deciso di promuovere uno studio che, con criteri scientifici, analizzasse la nostra struttura, tra punti di forza e opportunità di crescita, perché vogliamo progredire nel modo migliore. La ricerca ci aiuterà a valutare la nostra performance e a mettere a fuoco aspetti sui quali rifletteremo e che rielaboreremo al nostro interno secondo la mission AIL, che vede i pazienti e i caregiver al centro di tutto. Siamo molto grati al professor Bortoletto e all’Università di Teramo per questa magnifica opportunità. Un grazie va al nostro responsabile della comunicazione, Simone Gambacorta, cui si deve l’intuizione che ha portato al progetto”.

Giuseppe Paterna, presidente dell’AIL Teramo, racconta come è nato tutto: “Ci siamo accorti di essere in crescita. Allora ci siamo detti: cosa possiamo fare per capire meglio quali passi compiere? Così abbiamo messo in campo una serie di azioni. Fra queste, la ricerca con il Dipartimento di Scienze della comunicazione. Il nostro ringraziamento va alla direttrice Paola Besutti, al professor Bortoletto e alla sua collaboratrice Greta Spineti. Per noi è fondamentale aprirci al territorio, sia per rendere sempre più efficace la nostra azione, sia per incrementare il dialogo con i nostri interlocutori istituzionali. Non vediamo l’ora che la ricerca giunga a compimento perché avremo un materiale utile sul quale ragionare”.

L’AIL Teramo (www.ailteramo.it), divenuta autonoma nel 2021, è stata voluta da compianto Graziano Petrini, venuto a mancare dieci anni fa.

Ogni giorno gestisce il desk di accoglienza nella UOS di Ematologia dell’Ospedale di Teramo, grazie al coordinamento della responsabile organizzativa Maria De Filippo (nella foto), e inoltre offre un servizio gratuito di trasporto solidale per i pazienti ematologici che abbiano difficoltà di spostamento. Il tutto grazie a un mezzo attrezzato acquistato appositamente. La sede (al momento è in fase di rinnovamento, ma tornerà pienamente operativa a breve) si trova a Teramo, in Corso Cerulli 31.

L’AIL ha come scopo il sostegno e il finanziamento della ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma e offre assistenza a pazienti e familiari, seguendoli con servizi specifici.

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