Al San Raffaele un robot per sentirsi vicini ai familiari

Continuità nella comunicazione e riduzione delle distanze. Con il robot Telepresence i pazienti dell’unità spinale del San Raffaele si potranno sentire, per quanto possibile, vicino ai propri cari. Per ovviare alla sospensione delle visite, infatti, la clinica, in collaborazione con il professor Bruno Zobel del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università dell’Aquila, ha attivato da oggi il servizio. I familiari potranno muoversi virtualmente nella stanza del proprio caro, cercare un infermiere e avere anche un colloquio con il medico.

“L’attivazione del servizio di telepresenza, che abbiamo testato anche con familiari che si trovano all’estero – spiega Giorgio Felzani, direttore sanitario e responsabile dell’Unità Spinale del San Raffaele Sulmona –  , è fondamentale per mantenere ad un buon livello il morale dei pazienti e dei loro familiari. Si possono pensare situazioni in cui da remoto il parente può spostarsi in compagnia del ricoverato per condividere i momenti e i luoghi dove si svolgono le attività dell’Unità Spinale. Questo ha senza dubbio una ricaduta positiva sia sulle terapie riabilitative del paziente sia per ridurre le conseguenze determinate dalla inevitabile distanza tra pazienti e familiari specie in questi difficili momenti”.

Un problema poco considerato quello della vicinanza. “A causa delle restrizioni di movimento e degli accessi alle strutture sanitarie i pazienti si trovano a vivere in solitudine una situazione già di per se difficile – commenta il neurologo, professor Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro Parkinson dell’IRRCS San Raffaele Roma-Pisana -. Pensiamo a chi si trova in strutture di riabilitazione perché ha avuto una lesione midollare. Spesso si tratta di giovani che a causa di un incidente hanno visto stravolgersi la loro vita e si trovano ad affrontare il difficile e faticoso percorso riabilitativo senza il conforto e l’aiuto dei propri cari”. Ridurre l’isolamento, quindi, diventa un modo per creare motivazione nei pazienti e, quindi, la ripresa.

Una staffa dotata di ruote sul quale è montato un IPad, questo è Telepresence. Sullo schermo appare il volto di chi lo utilizza, completamente autonomo, e la rete wireless permette il movimento del robot. La prima a sperimentarlo a Sulmona sarà una donna con tetraparesi di 75 anni con figlia a Teramo.

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