
Diecimila euro di multa, mille per ogni minore che si è servito al banco. Bevendo alcol. E’ una “consumazione” che costa cara e il cui conto dovrà pagarlo il gestore del locale. Dopo la chiusura forzata per una settimana, arriva infatti la sanzione pecuniaria per il kebabbaro di corso Ovidio, reo di aver somministrato alcol a minori, una decina quelli individuati dalla polizia in una sola sera. Il questore Filippo Mancini ha disposto così l’ennesima stretta alla movida sulmonese. Un provvedimento che segue, solo nell’ultimo mese, tre sospensioni di licenze, sette daspo urbani, e ancora fogli di via e avvisi orali. Una guerra a tutto campo contro l’abuso di alcol e la violenza che, probabilmente, ha bisogno di alleati altri per essere vinta. Perché la repressione non basta.
Per questo, ieri, ha fatto il suo esordio ufficiale Dialoghi in Corso: non un comitato di cittadini che vive il centro storico ma un gruppo di persone che vuole prendersi cura della propria città. La nuova associazione culturale presentata ufficialmente ieri mattina nella sala conferenze di palazzo Mazara, si propone come una nuova realtà associativa nata lo scorso mese di luglio per volontà di cittadini e residenti intenzionati a preservare bellezza e identità della propria città. In particolare del centro storico da difendere contro chi potrebbe minacciarlo, come i protagonisti degli episodi di movida violenta che negli ultimi mesi hanno visto per lo più giovanissimi al centro della cronaca cittadina.
“Abbiamo già avuto una serie di incontri dove è emersa la necessità di un’aggregazione che rappresentasse anche le istanze di chi vive il centro storico” spiega Massimo Di Paolo fondatore insieme agli avvocati Marina Fracassi e Mauro Sciullo dell’associazione il cui obiettivo è catalizzare le istanze e i bisogni di chi vorrebbe “una Sulmona più curata e dunque più bella”. Non un’associazione politica, chiarisce Di Paolo rivolgendosi ai tre assessori del Comune di Sulmona intervenuti alla presentazione, Emanuela Cosentino, Federica La Porta e Gianluca Giammarco che nella sede della Provincia hanno confermato la volontà dell’amministrazione comunale di continuare il dialogo già iniziato con i promotori dell’associazione, anche attraverso un tavolo tecnico pronto a recepire, a cadenza bimestrale o trimestrale, le istanze dei cittadini.

“Vogliamo essere un’associazione che trasferisce idee e progetti all’amministrazione collaborando con istituzioni e forze dell’ordine per realizzare un progetto condiviso” continua Di Paolo annunciando i prossimi appuntamenti dell’associazione. Il primo, il prossimo 11 dicembre quando, sempre presso la sala conferenze del palazzo della Provincia, si terrà la prima assemblea dei soci, momento importante per la neonata associazione la cui priorità è proprio la gestione della movida. Da intendersi come modo per prendersi cura della città, individuando comportamenti violenti da combattere anche attraverso la costruzione di alleanze. “Dialogheremo con le associazioni, con le scuole e con gli esercenti – aggiunge Di Paolo – perché la vita della nostra associazione è basata sul fare rete”.
“Sulmona vive una realtà conflittuale, di contrapposizione, con un tessuto sociale dove agire insieme diventa difficile – spiega Massimo Di Paolo -. Noi vorremmo invertire la tendenza coinvolgendo tutti gli attori del territorio”. Anche grazie a una solidità economica che, spiega Di Paolo, permetterà di presentare progetti e proposte alle istituzioni competenti. In attesa delle azioni che la neonata associazione sta per intraprendere, i fondatori di Dialoghi in Corso invitano tutti coloro che amano la propria città a vigilare su di essa segnalando tutte le criticità che affliggono in primo luogo il centro storico.
complimenti, associazione per mediare con la “movida” (che a Sulmona non esiste tra l’altro visto la
presenza di 4 bar serali appena, se questa si puó chiamare movida mah) con a capo dell’associazione tre 70enni! Ma che c***o siete in grado di capire delle esigenze dei giovani voi?
lei DOVREBBE FARE ciò che ha detto Gabriele Cirilli: ANDARSENE. Ma sul serio
pensa a lavorare piuttosto
bisogna iniziare una battaglia seria e concreta agli stupefacenti non a nu becchiere de vino o a na sigaretta. es, nel fine settimana vie e locali controllati con squadre cinofile, la magistratura facesse il proprio lavoro ecc. è la droga il vero problema, nonché, purtroppo, i molti stranieri che lucrano con la droga. anche italiani logicamente
Capire le esigenze dei giovani?
È n’a parola… a prescindere dall’età e da chi tenta di farlo, nonostante tutto.
E nonostante poi che non servirebbe a nulla… tempo sprecato… cosa c’è da capire dentro delle emerite, “ e giovani “, teste di c***o ( maschi e femmine è indifferente) e per di più ammosciati dal consumo di alcool e sostanze di ogni tipo, senza ideali e senza rispetto nemmeno per chi li ha allevati e cresciuti.
E le colpe sono soprattutto le loro, di chi li ha allevati e cresciuti, abituandoli fin da piccoli a comprargli di tutto e di più, ad assecondarli in tutto le loro paranoie… e le loro debolezze.
La movida? Quattro bar?
Benissimo le sanzioni agli esercenti, sospensioni di licenze ( se la chiusura fosse definitiva non sarebbe sbagliato), i daspo, i fogli di via… individuatene anche una trentina ogni fine settimana e poi la mattina alle 6:00 impiegateli per ripulire Corso Ovidio e le panchine della Villa Comunale, e lavare la gradinata dell’annunziata… il resto sono solo desiderata che non servono a nulla. Tempo sprecato.
Chi sbaglia deve pagare… e il conto deve essere SALATO.
fotografia esatta analisi perfetta. bravissimo
E finiamola ! E’ importante avere gente che vuole proporre una Sulmona bella e curata e se i giovani vogliono che imparino a partecipare a contribuire dedicanti del tempo un minimo di interesse e curando la città dimostrando che ci si può divertire stando bene e con rispetto. Cacciate le paxxe e dimostrate di valere di essere capaci . Senza le distinzioni e senza le schifezze che fate (non tutti certamente) per noia e per un qualunquismo che riduce a diventare delle amebe!
un controllo anche nelle tabaccherie che ogni giorno vendono sigarette a minori!
Il Garante del civismo “evoluto” ancoraaaaa
Ottima iniziativa, ma mi auguro che non sia mossa da motivazioni preconcette.
Complimenti alla iniziativa,noi genitori INTERROGHIAMOCI.
Bellissimi gli intenti e ottima forma anche di partecipazione per ogni cittadino
Se questo è il civismo va benissimo!!
all’eta’ vostra, di questi tempi sparavamo bombe che oggi voi cazzettari vi cachereste nelle mutande. se alzavi troppo la cresta nella sala giochi , ti menavano prima i piu’ grandi ed a casa prendevi il resto. ma botte vere, non cazzate come oggi.
i marrocchini li vedevi solo al mare a vendere accendi. a casa i nonni ti fumavano in faccia e vedevi l’eroina mangiarsi le persone. se ti fermava la polizia tornavi a casa con i lividi e molto spesso nostro padre aggiungeva il resto. gli zingari puzzavano di cavallo e comandavano i sulmontini. dietro piazza venti giravano i leoni, ventenni coi coglioni.