Altro che protezione civile unita, a Pratola dimissioni di massa

Altro che unione tra i due gruppi di protezione civile. Del gruppo Marco Zarlenga, infatti, non ne rimarrà proprio nulla, né il nome né le persone che per 15 anni lo hanno portato avanti. Dopo l’approvazione in consiglio comunale del nuovo regolamento che legittima il sindaco, Antonella Di Nino, a nominare un proprio coordinatore, anche esterno al gruppo, ieri mattina ben 32 soci su

35 hanno rassegnato le proprie dimissioni in Comune. Un corpo monco, quello della protezione civile, che non ha visto di buon occhio l’interferenza della prima cittadina, perché se è vero che resta il “capo” del gruppo, è pur vero che un coordinatore nominato direttamente “lede il diritto all’autodeterminazione del G.C.V.P.C che prevede libere e democratiche elezioni” ha spiegato Ivo Brugnera, parte del vecchio gruppo, in un post su Facebook per chiarire le nuove dinamiche sia al gruppo stesso che alla popolazione. Una “imposizione” alla quale si sono mostrati contrari quasi tutti protocollando le proprie dimissioni. “Ricordo ai colleghi volontari dimissionari, che vanno riconsegnate in sede tutte le attrezzature, tesserino, abbigliamento, divise, dispositivi d.p.i. in dotazione, ai responsabili di settore si prega di allegare inventario delle attrezzature di competenza” ricorda sempre Brugnera.

Alla vigilia del consiglio, che si è svolto mercoledì, sulla questione era intervenuto anche il movimento Cinque Stelle pratolano nel

chiedere all’amministrazione di tornare indietro sui propri passi, così non è stato purtroppo e il nuovo regolamento ha trovato l’accordo della maggioranza e per l’opposizione, dopo l’approvazione di un emendamento, anche del gruppo Pratola Insieme; si è espresso contrariamente, invece, il gruppo Futuro Comune.

E mentre anche la pagina Facebook del gruppo è in attesa di essere cancellata per sempre, come una fetta della storia del volontariato pratolano, Brugnera ricorda come in 15 anni di attività il gruppo “apolitico” abbia sempre eletto democraticamente i suoi rappresentanti, dai responsabili di settore al coordinatore di gruppo. Con il nuovo regolamento, oltre a venir meno lo statuto della democrazia, viene meno il presupposto fondamentale dell’appartenenza al gruppo poiché “sarà permessa anche la nomina di persone esterne, estranee al gruppo- sottolinea Brugnera concludendo che- il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile ritiene questa norma vessatoria e antidemocratica”.

Quella che era stata dipinta come una conquista importante per la comunità, l’unione di due gruppi, si è trasformata in una perdita davvero consistente.

 

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