Amif, l’ordine delle cose può cambiare

Il fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Asylum, Migration and Integration Fund, Amif), intende promuovere una migliore gestione dei flussi migratori e l’attuazione, il consolidamento e lo sviluppo, di un approccio comune da parte dell’Unione Europea in materia di asilo e immigrazione. Il fondo ha una dotazione finanziaria pari ad € 3,147 miliardi di Euro per il periodo 2014-2020. Il programma, che rappresenta la prosecuzione di tre programmi, già realizzati nel precedente periodo di programmazione, 2007-2013, è gestito dalla Commissione europea, Direzione Generale Migrazioni e Affari interni.

Più precisamente, una parte del programma è gestita dalla Commissione Europea attraverso “call for proposal, call for tenders, sovvenzioni dirette e accordi di delega. Per questa parte del programma, infatti, vengono approvati ogni anno proposte di lavoro annuali, con priorità e obiettivi per i bandi che verranno successivamente lanciati.

La seconda parte del programma, invece, viene gestita a livello nazionale e, per quanto riguarda l’Italia, la gestione è affidata al Ministero dell’Interno, il quale, ogni anno prevede speciali incentivi a sostegno del programma di reinsediamento di migranti e rifugiati dei Paesi dell’Unione, nonché, uno specifico meccanismo finanziario per il trasferimento di rifugiati e richiedenti asilo da Stati dell’UE con alta pressione migratoria verso altri Stati.

Call for Proposal 2019

La Commissione Europea, il giorno 26 luglio 2018, ha lanciato le seguenti chiamate a proporre con scadenza, tutte, il 31 gennaio 2019:

  • AMIF – 2018-AG-INTE-1: Local and regional integration networks
  • AMIF – 2018-AG-INTE-2: Legal migration projects with third countries
  • AMIF – 2018-AG-INTE-3: Support to victims of trafficking in human beings
  • AMIF – 2018-AG-INTE-4: Care for migrants minors, including unaccompanied minors
  • AMIF – 2018-AG-INTE-5: Engagement of diaspora communities on awareness raising

Le proposte progettuali devono essere inviate per via elettronica attraverso il portale dei partecipanti della Commissione Europea.

Per quanto riguarda i possibili beneficiari delle call di cui sopra, la lista è veramente lunga; passiamo infatti dalle autorità statali agli enti pubblici, dalle organizzazioni non governative a quelle umanitarie, fino ad arrivare alle società di diritto privato (casi molto limitati) e alle organizzazioni di istruzione e ricerca.

Sviluppi futuri

Sulla base del delicato periodo storico che l’Europa sta attraversando, in cui i flussi migratori, specialmente quelli in entrata, rappresentano una realtà dalla quale nessuno può più sottrarsi, la Commissione Europea propone di aumentare notevolmente i finanziamenti in questo settore nel prossimo bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027. I finanziamenti, almeno da quanto si apprende da Bruxelles, raggiungeranno un livello senza precedenti: si parla, infatti, di ben 34,9 miliardi  di euro nei prossimi sette anni. Se quindi l’UE in questi anni è stata totalmente sorda rispetto a questa delicata tematica (probabilmente per paura di perdere consensi o peggio invasa), adesso pare che la vecchia Europa sia consapevole di quanto la gestione della migrazione e delle frontiere è una sfida imprescindibile per il futuro. L’ordine delle cose, forse, può cambiare.

  Stefano Calore

2 Commenti su "Amif, l’ordine delle cose può cambiare"

  1. Ok, Stefano. Bisogna ringraziarti per la diffusione di queste informazioni.
    Soprattutto bisognerebbe conoscere il Governo in carica che ne pensa. Proporre progetti per inserirsi in questi progetti non è cosa semplice.
    L’assurdo è rischiare di ritrovarsi indagati dal Ministro degli Interni.

  2. Buongiorno Andrea, ti ringrazio per le tue parole. Scrivere progetti a valere su questi bandi non è semplice, è vero, bisogna avere idee molto molto chiare, avere la capacità di coinvolgere partner stranieri etc. Però sotto il profilo di rischiare di essere indagati puoi stare tranquillo, sono finanziamenti pubblici già stanziati da tempo.

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