Anche i salesiani se ne vanno

Dopo 40 anni anche i salesiani dicono addio a Sulmona. La notizia arriva direttamente dalla Circoscrizione Salesiana Italia Centrale con una nota in cui si spiega, grosso modo, il perché sia stata presa la decisione di riconsegnare alla Diocesi la parrocchia di Cristo Re al termine dell’anno pastorale 2019-2020.

Una decisione presa non “senza fatica e sofferenza” perché in quasi mezzo secolo come non si fa a radicarsi sul territorio e a diventare un riferimento per i religiosi.

“La storia – specifica il gruppo religioso – evidenzia continuamente evoluzioni sociali, variazioni anagrafiche, presenza o diminuzione delle risorse umane disponibili per promuovere le azioni programmate e progettate, e più di una volta anche desiderate e sognate. Oltre l’ambito economico-sociale, della educazione, della formazione, anche quello ecclesiale è inserito totalmente nella evoluzione della storia”.

Tuttavia bisogna anche navigare attraverso i cambiamento, ed ecco il punto: “In Italia è mutata ormai da anni la configurazione delle Provincie religiose (Ispettorie): negli ultimi 20 anni, sono passate da 12 a 6. Le precedenti quattro Ispettorie, tra le quali la Ispettoria Adriatica (cui la comunità di Sulmona apparteneva), sono confluite nel 2008 nella Circoscrizione Italia Centrale che con fatica e sofferenza, sta procedendo al riordino delle presenze nelle Regioni nelle quali è presente. L’attenzione maggiore per il disagio e l’emarginazione giovanile, la fatica per continuare l’impegno nella scuola e nella formazione professionale, la continuità di animazione e gestione di oratoricentri giovanili in contesti di maggiore presenza di giovani, ma non meno la contrazione nel numero di nuove vocazioni, hanno richiesto già da anni di rinunciare all’affidamento di alcune Parrocchie e Oratori riconsegnandoli alle Diocesi, di chiudere la presenza di alcune comunità religiose, di ridurre l’impegno diretto dei Salesiani in alcune attività”.

Il gruppo ringrazia tutti, il vescovo Fusco, confidando nella “generosità e passione” di animatori ed educatori attivi all’interno di cristo Re.

Intanto arrivano le prime reazione. “Auspichiamo – fa sapere la consigliera comunale Elisabetta Bianchi – che la decisione dei Salesiani di lasciare Sulmona e la parrocchia di Cristo Re possa essere rimeditata sulla scorta di nuove proposte e progetti da concordare con l’intera comunità cittadina vista l’importanza della storica attività pastorale che ha cresciuto e cresce generazioni di ragazze e ragazzi in Città nello spirito vivificante di Don Bosco. Non lasceremo che tale realtà possa disperdersi senza cercare una fruttuosa interlocuzione utile a scongiurare quella che consideriamo l’ennesima spoliazione”.

S. P.

8 Commenti su "Anche i salesiani se ne vanno"

  1. Che tristezza, erano un punto di riferimento, lavoravano nel silenzio piu’ assoluto ma con grandi risultati ed erano un punto di riferimento x chi voleva.

  2. Saranno contenti tutti i laici che sputano veleno sulla chiesa in ogni occasione ! Si parla sempre degli scandali e MAI dei bravissimi sacerdoti che in silenzio credono e aiutano intere generazioni ! Don Giorgio meriterebbe una statua per quello che ha fatto per i tanti giovani di Sulmona ! Cristo Re e’ stato un punto di riferito importantissimo ed
    ha salvato
    chissà quanti giovani dal disagio della droga ! ma questo non fa notizia ! fa notizia solo quando qualche prete fa qualche reato cancellando il bene di tanti altri !

  3. Tristissimo per la scelta pur essendo un convinto laico. Credo fermamente nella bontà di ogni iniziativa e azione rivolta al benessere e alla educazione, sin da piccolo, dei tanti giovani che avevano un punto di riferimento costante e solidale. Ognuno dovrà fare la propria parte perchè questo patrimonio non vada disperso. Per quanto mi riguarda ci sarò.

  4. bene, le mele marce sono ovunque,dovunque…. molti si distnguono per l’attenzione ai loro valori e principi di cui la religione,tanti i peccatori,che non vengono allontanati ,puniti,motivo per il quale i credenti sono sempre meno,poi con l’arrivo delle coop,
    associazioni,onlus caritevoli le vocazioni si sono trasformate in business,ognuno cerca risultati solo ed esclusivamente per i ritorni economici,di vanita’,visibilita’,ecc,ecc l’aiuto,sostegno,solidarieta,disponibilita’,generosita’ sono attivita’ ben retribuite,
    soprattutto per i finanziamneti pubblici, concessi agli amici,amici degli amici,ai soliti noti ” prenditori privati” il tutto regolato dagli scatti dei fotografi,pennivendoli prezzolati….
    o no?

  5. Un vero peccato questa fuga da Sulmona. I Salesiani (quelli al vertice) stanno chiudendo parrocchie ed oratori (vedi Porto Recanati, Ortona, Sulmona) ma tengono aperti gli istituti (vedi Macerata, Ancona, L’Aquila, Perugia). Ancora non dicono perché, ma si intuisce facilmente. La crisi delle vocazioni è un serio problema ma anche un alibi dove nascondere i veri motivi che animano queste scelte. Esempi concreti: Porto Recanati ha prodotto 2 vocazioni sacerdotali nel 2008 (don Simone e don Umberto)… CHIUSA. Sulmona ha prodotto 1 vocazione nel 2002 (don Carlo)… CHIUSA. Ortona ha prodotto 1 vocazione nel 2001 (don Roberto, missionario)… CHIUSA. Ancona, Perugia, L’Aquila, Loreto non producono vocazioni da oltre 50 anni… APERTE, con la speranza che l’affitto di qualche camera e di qualche convitto o studentato porti denaro alla ricca congregazione. Spiace dire queste cose, ma è la realtá: i Superiori di oggi chiudono le case che non rendono e dichiarano che c’è crisi di vocazioni. Caro don Giorgio, caro don Ennio, caro don Stella… Illuminate da lassú,se potete, i Superiori di oggi… Che la vostra vita salesiana, spesa totalmente negli oratori e nelle parrocchie per i giovani, sia luce per i loro passi, esempio di dialogo ed ascolto.

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