Anffas, i disabili dimenticati: “Cenere e carbone nella nostra calza”

E’ un bilancio amaro, più che in agrodolce, quello dell’Anffas di Sulmona, perché al di là degli sforzi e dei traguardi raggiunti, la presa d’atto, anche quest’anno, è di un’associazione dimenticata dalle istituzioni, che gli sforzi per l’inclusione sociale dei diversamente abili deve farli con le proprie forze e poco più.

“Da quando guido questa associazione, l’ente d’ambito, Ecad 4 Peligno, non ha ritenuto di sostenere economicamente i progetti che abbiamo messo a disposizione per rispondere alle esigenze delle famiglie che vivono la disabilità sulla loro pelle – scrive la presidente Emanuela Pasquali -. Questo le costringe a dover finanziare praticamente in toto tutte le attività del centro socioeducativo, unico, nel territorio, nel suo genere per persone con disabilità. La Regione Abruzzo, che finanzia qualche nostro piccolo progetto, e di questo la ringraziamo, nei giorni scorsi, in fase di assegnazione di contributi annuali ci ha concesso una somma neanche lontanamente paragonabile a quanto attribuito ad altre realtà del nostro territorio. Ci piacerebbe comprenderne il motivo”.

Cenere e carbone si aspetta la presidente nella calza della Befana 2023, neanche un cioccolatino ad addolcire un’impresa dura e difficile che, pure, ha visto la solidarietà di tanti che hanno risposto alle tante iniziative intraprese: i negozi temporanei a Pasqua e Natale per vendere prodotti realizzati per e da gli ospiti del centro, l’ampliamento dell’offerta dei servizi a favore delle disabilità intellettive e del neuro-sviluppo, il rapporto instaurato anche con i detenuti del carcere che hanno donato opere e denaro all’Anffas.

Non basta, però: “Le famiglie delle persone con disabilità si sentono abbandonate dalle istituzioni, stanche, deluse e disilluse” denuncia la Pasquali che invita e ricorda agli imprenditori ed ai professionisti come le donazioni all’Anffas siano deducibili fiscalmente.

“In questi anni abbiamo cercato di fare l’impossibile per le persone con disabilità del nostro territorio: Sulmona e Valle Peligna, ma non vorremmo che domani bussando alla nostra porta troverete scritto: CHIUSO PER …” conclude la Pasquali. E non è un bel finale.

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