Ansia e attesa sotto il cielo di Dubai: sette peligni “prigionieri” della guerra

Sono sette i sulmonesi, o meglio peligni, che sono rimasti bloccati a Dubai a seguito della controffensiva iraniana all’attacco israelo-statunitense. Oltre ai cinque studenti impegnati nel progetto Wemun, una piattaforma educativa internazionale che organizza simulazioni dei lavori delle Nazioni Unite per studenti delle scuole superiori e universitari, e all’imprenditore Gianfranco Tarsini, c’è infatti una professionista di 37 anni di Sulmona che, a Dubai, si trova in vacanza.

Stanno tutti bene, anche se comprensibilmente preoccupati e in ansia, in attesa di avere la possibilità di rientrare in patria quando verrà sbloccato lo spazio aereo sul Golfo Persico. Con loro è rimasta bloccata per la guerra, in un certo senso, anche una coppia di Sulmona, un ex poliziotto e la sua compagna, rimasti fermi al gate dell’aeroporto di Malé (nelle Maldive) in attesa di potersi imbarcare per Dubai, scalo diretto per tornare a Roma.

L’ansia e la paura, però, sono di chi si trova sotto il cielo di fuoco del Golfo Persico: “Ho visto detriti di un drone abbattuto cadermi proprio davanti agli occhi. La scorsa notte poi è stato un incubo – racconta Gianfranco Tarsini – a mezzanotte e mezza è arrivato un alert sui nostri telefoni e per quasi tutta la notte abbiamo sentito esplosioni di missili e droni. Ci hanno invitato a non uscire dall’albergo e nel caso di allerta a chiuderci in stanze senza finestre. Sono molto preoccupato, perché al momento non sappiamo come può evolvere la situazione”.

Tarsini sarebbe dovuto rientrare a metà marzo, ma ovviamente andrà via appena possibile. I cinque studenti, invece, dovevano rientrare ieri (il volo era previsto proprio sabato) dopo una settimana di stage: sono anche loro bloccati in albergo dove ieri hanno ricevuto la visita del Console.

“Si continua a lavorare per far tornare al più presto i nostri concittadini a casa – spiega il sindaco Luca Tirabassi -. Questa mattina (ieri, ndr) i cinque ragazzi peligni hanno ricevuto la visita del Console italiano a Dubai, il quale, per quanto possibile, li ha rasserenati, rassicurandoli sulla massima attenzione che la Diplomazia italiana sta riservando loro. Ho raggiunto telefonicamente una ragazza dei cinque, la quale a nome di tutti mi ha fatto il punto della situazione, spiegando che stanno bene, ma sono comprensibilmente in ansia ed in attesa di poter tornare quanto prima. Ho parlato anche con Gianfranco Tarsini, imprenditore di Sulmona a Dubai per motivi lavoro. Anche lui sta bene, ma a sua volta un po’ preoccupato per uno scenario ancora in evoluzione. Ho garantito, anche a lui, la costante vicinanza mia e della città, come per i nostri studenti, restando in costante contatto con le autorità competenti e la Farnesina. Non ci sono ancora certezze sulla data del possibile rientro. Quella del 4 marzo resta, al momento, solo una ipotesi, tutta da verificare in base agli sviluppi delle prossime ore”. 

“La notizia che il ministro Tajani in persona si interfaccerà con loro è il segno di quanto lo Stato sia presente. Siamo al lavoro con la Farnesina e ITA Airways per garantire un volo sicuro tra martedì e mercoledì – interviene la sindaca di Prezza e vicepresidente del consiglio regionale, Marianna Scoccia -. Un ruolo fondamentale in queste ore è ricoperto dai coniugi Michael e Linda Hume, cittadini inglesi che vivono parte dell’anno a Prezza e che attualmente si trovano a Dubai. La coppia si è subito messa a disposizione per monitorare gli studenti, garantendo loro supporto logistico e psicologico sul campo”.

9 Commenti su "Ansia e attesa sotto il cielo di Dubai: sette peligni “prigionieri” della guerra"

  1. La foto l’ha scattata l’inviato del germe a Dubai?

  2. ma la prima foto è vera???

  3. Incedibile come la Scoccia sia capace d’impossessarsi di una notizia rispetto alla quale il suo ruolo è inesistente. Pur di farsi notare questa volta tira in ballo i suoi amici inglesi che passano le vacanze a Prezza.

  4. Pasquale Amitrano | 2 Marzo 2026 at 09:54 | Rispondi

    “Tarsini, rifatti la foto che sei peggiorato!!”

  5. Domanda da ignorante, ma i ragazzi non potevano essere trasferiti alla sede del consolato italiano? perché sono stati lasciati in hotel???

  6. ma perchè mettere una foto finta per mostrare chissà quale nefasto scenario? siate ottimisti, torneranno a casa presto sperando il prima possibile. per tutti i politici nostrani consiglio di non perdere l’occasione per stare zitti, tanto contate come il 2 di coppe con briscola a bastoni.

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