Appalti pilotati alla Asl: assolta la funzionaria Michela D’Amico

Il fatto non sussiste, anche se i danni morali e politici a carico dell’ex assessora e poi presidente del consiglio di Castel di Sangro, per quelle accuse portarono alle dimissioni dalla carica, oltre a finire in una tempesta mediatica rumorosa.

Il tribunale dell’Aquila ha così assolto Michela D’Amico, funzionaria Asl, finita sotto processo per la vicenda degli affidamenti del servizio di pulizia, sanificazione e disinfestazione dei presidi ospedalieri di cui era stata aggiudicataria una società cooperativa.

Nello specifico, secondo l’accusa, la D’Amico aveva “violato alcune norme dell’Anac in merito all’importo della gara, procurando alla coop un ingiusto vantaggio patrimoniale con conseguente danno per l’azienda”. Aveva inoltre, sempre secondo la procura, rilasciato l’attestazione di regolare esecuzione dell’appalto, nonostante due pareri negativi pervenuti al riguardo.

Accuse crollate nel corso del dibattimento, tanto da convincere la stessa procura a chiedere l’assoluzione della donna.

“È una sentenza che conferma la mia onestà intellettuale. Ho sempre operato seguendo la legge e le procedure. Non ho fatto nulla di ciò che mi veniva contestato – commenta la D’Amico -. Per anni ho subito e per etica personale avevo deciso anche di rassegnare le dimissioni dai miei incarichi politici. Ho subito un grande danno d’immagine”.

6 Commenti su "Appalti pilotati alla Asl: assolta la funzionaria Michela D’Amico"

  1. … e non paga nessuno…

  2. Ma in Italia la Legge Funziona solo e soltanto a favore di una ben precisa Casta? Nelle Patrie Galere che percentuale abbiamo di cosiddetti Colletti Bianchi che stanno scontando una qualsiasi pena?

    • … è stata ASSOLTA… e la mia domanda era: i danni arrecati a questa persona chi li deve risarcire?

      • Quindi, in generale, l’alternativa quando ci sono dei sospetti, quale sarebbe? Non procedere?

        • … “ tanto da convincere la stessa procura a chiedere l’assoluzione della donna “… questo dopo… forse era il caso di non avere troppa fretta e proseguire le indagini per diramare ogni dubbio preliminarmente.
          In considerazione che tutti gli atti delle le indagini preliminari sono segreti e ne è vietata la pubblicazione, art. 329 cpp, in un paese civile basterebbe un aggiornamento di un solo comma: In caso di violazione di detto segreto, si dispone l’archiviazione d’ufficio della presunta notizia di reato.

  3. Uguale per tutti? | 17 Dicembre 2025 at 09:26 | Rispondi

    E in quel settore si depenalizza sempre più.

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