Appalto al figlio di Di Masci, prosciolti il Pd e Il Germe

(ph. Centroabruzzonews)

La procura aveva chiesto l’archiviazione, ma per Alessio Di Masci la diffamazione c’era e c’è ancora, nonostante tutto, tanto da voler, in una surreale reinterpretazione del codice di procedura penale, dice, voler fare “un reclamo o qualsiasi altra forma che accerti la verità su questa faccenda”. E’ che i giudici si sono già pronunciati e in modo definitivo e non più appellabile: la prima volta la pubblica accusa chiedendo l’archiviazione, la seconda, l’altro giorno, il giudice per le indagini preliminari che ha rigettato l’opposizione fatta dallo stesso Di Masci ritenendo non necessario fare “alcuna investigazione suppletiva, dato che i fatti appaiono adeguatamente verificati, sotto il profilo storico-oggettivo, oltre che agevolmente qualificabili per quanto concerne il versante giuridico”.

Sulla vicenda dell’affidamento da parte del Comune di Sulmona a Connettitalia, azienda da Di Masci junior amministrata, del servizio di assistenza e supporto alla gestione dei tributi minori (un appalto ad affidamento diretto da 45mila euro, dato dal Comune a Conneitalia contestualmente all’ingresso di Di Masci senior in maggioranza), insomma, non c’è, almeno per la legge, più niente da dire.

Il Pd che aveva fatto il comunicato stampa e Il Germe che aveva pubblicato la notizia (unico giornale ad essere da Di Masci querelato) non sono colpevoli, perché, dice il giudice, hanno legittimamente e correttamente esercitato il diritto di critica e di cronaca, rispettando la continenza espositiva, l’interesse pubblico e soprattutto la verità dei fatti: “Il Di Masci – scrive il giudice – era effettivamente proprietario e amministratore delegato di Connettitalia spa al momento dell’approvazione della delibera”. Passaggio questo che a Di Masci junior non va proprio giù: “Sono diventato amministratore io il giorno 12 /09/2018 – scrive Alessio Di Masci – momento in cui il Comune emetteva una determina che prendeva solo atto dell’avvenuto acquisto sulla piattaforma Mepa ovvero il mercato elettronico”.

“Sappiamo bene che esercitare il diritto di critica politica per ristabilire delle verità proprio al fine di del libero svolgimento della vita democratica della città può comportare che chi si sente scoperto reagisca in maniera scomposta – commenta Il Pd -, ma siamo convinti che anche questo debba essere il nostro ruolo che continueremo ad esercitare anche per quelli che non sono ‘figli di’ e che per avere un reddito sono costretti a lasciare la città. A loro dedichiamo questa archiviazione, promettendo di impegnarci costantemente per sradicare queste modalità inaccettabile di gestione della cosa pubblica e ristabilire il corretto agire politico”.

Archiviata in modo definitivo (checché ne dica Alessio Di Masci) la questione giudiziaria, resta in piedi quella politica. Perché la sindaca, anche lei di furore intenta a querele, di fatto non ha mai risposto politicamente a quella notizia e a quel comunicato ed ora che il tribunale ha stabilito che i fatti sono veri e che non c’è diffamazione, attendiamo un suo pronunciamento nel merito, senza pericolo di compromettere le indagini.

Sempre che il fatto non costituisca diverso “reato”.

2 Commenti su "Appalto al figlio di Di Masci, prosciolti il Pd e Il Germe"

  1. bene,bravi ,da applauso:i giornalisti hanno il dovere di mantenere sempre la schiena dritta,esosrtava Enzo….ma le autorita’ di controllo e verifica non hanno nulla da dire? I Cittadini consapevoli dove sono ? Possibile che in valle ci sono solo sudditi quaquaraqua’ della “carta bianca”? In attesa delle autorizzazioni all’uso dei lanciafiamme,pedate bene assestate,o no?

  2. L’ennesima quanto inutile figuraccia di ex politici in decadenza auto siluratosi.

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