Aree interne: l’unità fa resilienza. Finanziati progetti sociali per 3,5 milioni di euro con il Pnrr

Ammontano a circa 3,6 milioni di euro complessivi i fondi del Piano di ripresa e resilienza dai quali il Centro Abruzzo attingerà per il sociale. Altri 330mila euro, poi, sono in attesa di conferma, per un totale, se dovesse arrivare il via libera, di circa 4 milioni di euro.

Si tratta di fondi non interamente dedicati al Centro Abruzzo, in realtà, visto che una parte consistente, pari a quasi due milioni e mezzo di euro, l’Alto Sangro dovrà dividerli con l’area marsicana. Oltre 1,1 milioni di euro, invece, sono interamente dedicati all’area peligno-sangrina.

Nello specifico si tratta di quattro progetti già approvati: due che vedono come capofila Sulmona, uno Avezzano e uno Castel di Sangro. Il quinto progetto, in attesa di approvazione, vede invece come capofila l’ente d’ambito della Marsica.

Il primo progetto che vede come capofila Sulmona e coinvolge anche l’Alto Sangro ha una dotazione finanziaria di 211.500 euro per il triennio ed è finalizzato al sostegno alle capacità genitoriali e alla prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini. A questo si aggiunge, sempre con capofila Sulmona, il progetto di sovra ambito (che coinvolge cioè anche la Marsica, Avezzano, la Montagna Aquilana e l’area sangrina) per il rafforzamento dei servizi sociali e prevenzione del fenomeno del burn out tra gli operatori sociali. Con una dotazione di 210mila euro per il triennio, il finanziamento servirà sostanzialmente per la formazione e la tutela (compresa l’assistenza psicologica) degli operatori sanitari dei territori interessati, con la creazione di sportelli dedicati e tesi a migliorare il benessere e quindi il servizio di chi nel sociale opera ogni giorno. In realtà per questi due finanziamenti (già ottenuti), la fase progettuale vera e propria deve essere ancora fatta. C’è cioè il finanziamento, il fine, ora (o meglio entro il 30 giugno, salvo proroghe) si tratta di capire come trasformarlo sul campo.

Più concreti, invece, i finanziamenti delle misure infrastrutturali, tra le quali rientrano quelle per l’autonomia degli anziani non autosufficienti (2,5 milioni che l’area sangrina dovrà dividere con Avezzano e la Marsica) e i 715mila euro, destinati all’area peligna e sangrina, per percorsi di autonomia per persone con disabilità. Si tratta, in sostanza, di individuare e attrezzare (in proprietà o locazione) appartamenti dotati di domotica e assistenza a distanza, che permettano ai diversamente abili, con un sufficiente margine di autonomia, di rendersi indipendenti, appunto, anche coinvolgendoli con il lavoro a distanza e lo sviluppo delle competenze digitali.

A Sulmona l’assessore Attilio D’Andrea sta pensando al recupero di alcune abitazioni popolari di via fratelli Angeletti (da sistemare e attrezzare dunque), mentre a Castel di Sangro, la sua collega Raffaella Dell’Erede sta valutando anche ipotesi di affitto di strutture private, ma con vincolo almeno ventennale. Si tratta, in sostanza, di rendere operativo il “dopo di noi”, garantendo ai portatori di disabilità il più possibile un’autonomia nel quotidiano.

“Il risultato più importante – commenta l’assessora Raffaella Dell’Erede – è però quello di aver per la prima volta attivato una vera rete di rapporti tra più territori e in particolare tra l’Alto Sangro e la Valle Peligna: al di là delle divisioni politiche e partitiche, abbiamo lavorato e costruito un’alleanza che è fondamentale per la resilienza di queste aree interne. Senza queste alleanze, che sono salde ora nel Centro Abruzzo, ma che coinvolgono anche la Marsica, probabilmente non saremo riusciti ad ottenere questi risultati e la costa, ancora una volta, avrebbe divorato la maggior parte delle risorse”.

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