Arera riapre la lotta al gasdotto. Coordinamento No Hub: “Sempre avuto ragione sull’inutilità dell’opera”

Non hanno perso tempo i Comitati per l’ambiente e il Coordinamento No Hub del gas di Sulmona nel commentare la decisione dell’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) di imporre una consultazione pubblica sull’utilità del gasdotto Sulmona-Foligno.

L’opera, dopo il semaforo verde del Consiglio dei ministri lo scorso ottobre, sembrava in procinto di partire. E’ di ieri, invece, la notizia che proprio l’Arera ha chiesto la consultazione pubblica poiché il costo dell’opera di Snam (inclusa la centrale a compressione di Case Pente) ricadrà nelle bollette dell’utenza.

Un punto sul quale i comitati hanno sempre battuto. “Perché deve pesare sulle bollette degli italiani mentre i dati, con oltre 3,4 miliardi di metri cubi esportati smentiscono chi ha cavalcato le paure sulla scarsità di metano per imporre opere costosissime e disastrose dal punto di vista climatico? – scrive il Coordinamento No Hub -. Da una primissima analisi dei documenti pubblicati dall’azienda per la consultazione emerge una situazione surreale, con dati come minimo confusi e contraddittori. Intanto emerge che un’opera che viene definita “strategica” è stata proposta nel 2004. La centrale di Sulmona è stata approvata nel 2018 con avvio dei lavori entro il 2021, diciassette anni dopo (!). Tanto era urgente che il termine di avvio dei lavori, obbligatorio pena la decadenza dell’autorizzazione stessa, è stato già prorogato due volte, prima al 7 marzo 2022 e poi ora al 7 marzo 2023”.

“Ovviamente presenteremo approfondite osservazioni – proseguono i comitati – per contestare analiticamente le tesi di Snam. Poi per legge spetterà all’Arera decidere se caricare questo costo sulle bollette già salatissime del gas; bollette che sono schizzate alle stelle mentre le multinazionali del settore fossile hanno realizzato enormi extra- profitti”. 

“Il gas all’Italia non è mai mancato – dichiara il Coordinamento -. A controprova, il fatto che il nostro paese ne ha esportato (sì, leggete bene, esportato), fino ad ottobre 2022 oltre 3 miliardi e 400 milioni di metri cubi, cosa mai accaduta in passato: un quantitativo che è superiore a quello che il Governo vorrebbe ricavare da nuove trivellazioni in mare e sulla terraferma. I minori quantitativi importati dalla Russia sono stati interamente compensati da altre fonti d’ingresso, essendo l’Italia, in Europa, il Paese che ha la migliore diversificazione delle fonti di importazione con 5 metanodotti e 3 rigassificatori”. 

“La cosa più assurda – conclude la nota – è che la Snam e il Governo continuano a definire “strategica” un’opera già oggi non necessaria e che non servirà proprio a nulla all’epoca in cui dovrebbe entrare in esercizio, cioè nel 2028, perché per la fine del decennio – dato il consistente sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e il risparmio energetico – tutte  le previsioni danno in forte calo il consumo di gas, non solo in Italia ma nell’intera Europa. Il metanodotto e la centrale di Sulmona sono sì “strategici”, ma solo per i profitti della Snam e dell’Eni”.

12 Commenti su "Arera riapre la lotta al gasdotto. Coordinamento No Hub: “Sempre avuto ragione sull’inutilità dell’opera”"

  1. Disastro annunciato | 5 Gennaio 2023 at 14:51 | Rispondi

    Un buon inizio per far naufragare questo folle progetto, che toglie al territorio salubrità dell’aria, deturpa l’ambiente, depreda tutti della propria serenità! Controcorrente rispetto al nuovo trend ecologista … un disastro annunciato !

  2. TANTO RUMORE PER NULLA
    la consultazione pubblica per questa opera È GIA STATA FATTA e sonno stati valutati i costi-benefici PRIMA DELL AUTORIZZAZIONE!
    MA PERCHÉ SI DA TANTO SPAZIO A COMITATI DEL TUTTO INUTILI CHE NON RIESCONO A CAPIRE LE RAGIONI DI STATO?

  3. L’ARERA PARLA DI Consultazione pubblica del documento “Progetto Linea Adriatica – Relazione integrativa”
    cioè è un ulteriore consultazione pubblica (che NON È UN REFERENDUM ABROGATIVO)
    integrativa del Piano decennale di sviluppo della rete di trasporto 2022-2031
    MA DI CHE COSA STATE PARLANDO!?
    AVERE TANTU LETTORI VA BENE, MA SE PENSATE CHE I LETTORI SONO TUTTI SCEMI VERGOGNATEVI

  4. l’opera è strategica per una corretta visione EUROPEA del consumo del gas! pensare solo ai consumi del gas in Italia è solo per OTTUSI! il gas ci arrivava dalla Russia ATTRAVERSANDO L EUROPA E ADESSO NOI LO FORNIREMO ALL EUROPA.
    ED I COSTI SARANNO BEN CHE PIÙ CHE RECUPERATI!

  5. Mario Pizzola | 5 Gennaio 2023 at 19:44 | Rispondi

    La consultazione pubblica sul metanodotto Snam non è stata mai fatta (e nessuno ha mai parlato di referendum). In ogni caso le consultazioni si fanno prima che l’opera venga autorizzata, non dopo. Se l’ARERA ha imposto alla Snam di fare la consultazione è perché vuole capire se l’opera è veramente necessaria oppure no, perché l’ARERA deve decidere se metterla a tariffa o meno. Infatti il costo del metanodotto e della centrale ( 2 miliardi e 400 milioni di euro) sarà pagato dai cittadini italiani attraverso la bolletta del gas. In tutte le bollette c’è una apposita voce : trasporto. L’iniziativa dell’ARERA è clamorosa perché vuol dire che anche l’Autorità italiana per l’energia ha dei dubbi circa l’utilità dell’opera. Altro che “strategicità”! Gli ambientalisti hanno sempre sostenuto che l’opera è inutile, e i numeri stanno lì a dimostrarlo. Nel 2005 In Italia, con infrastrutture metanifere inferiori a quelle odierne, i consumi di gas sono stati di 86 miliardi e 200 milioni di metri cubi. Nell’anno appena concluso i consumi sono stati pari a 69 miliardi di metri cubi, 17 in meno. Nel 2030 la stessa Snam prevede consumi di gas di 60 miliardi di metri cubi, 26 in meno. Già oggi (ma in realtà da tempo ormai) i gasdotti in Italia sono sovradimensionati. Quando nel 2028 entreranno (se entreranno) in funzione il gasdotto e la centrale di Sulmona, tali opere non serviranno proprio a nulla perché i consumi – grazie allo sviluppo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico – saranno probabilmente scesi anche al di sotto dei 60 miliardi di metri cubi. Nel 2022 l’Italia, non solo ha rimpiazzato da altre fonti di ingresso i minori quantitativi di gas importati dalla Russia, ma ha esportato all’estero oltre 3 miliardi e 400 milioni di metri cubi. Gli utili di queste esportazioni sono andati tutti in tasca all’ENI e alla Snam. Le bollette dei cittadini sono arrivate alle stelle mentre le grandi compagnie del settore fossile hanno fatto enormi extraprofitti: L’ENI da sola ha quadruplicato gli utili passando da 2,6 miliardi di euro a 11 miliardi. Altro che “costi ben recuperati”. I cittadini pagano tutti i costi della speculazione sul gas (compreso quello rivenduto all’estero) e loro fanno soldi a palate. E’ singolare che ci sia ancora qualcuno che si schiera dalla parte di questi pescecani.

  6. ancora a sostenere false notizie!
    la consultazione pre autorizzazione È STATA FATTA, essendo un obbligo normativo per chiudere l’iter AUTORIZZATIVO, a cui voi come comitato NON AVETE NEMMENO PARTECIPATO!
    (le risposte vengono registrate e consultate dal pubblico! se vuoi il link di questa consultazione, se lo chiedi gentilmente, TE LO LINKO! altrimenti vattelo a cercare, sta nel sito della SNAM E DEL MINISTERO!)
    POI BASTA A RIPETERE SEMPRE LE STESSE INFO, quali costi dell opera, tempi di esecuzione ecc, SIETE RIPETITIVI!
    POI PER I LETTORI ATTENTI ALLA QUESTIO DI QUO MANDO UN LINK DI CHIARIMENTO
    domande e ridposte sul gas https://test-paas.snam.it/it/snam_per_abruzzo/domande_risposte/#_
    faccio qualche esempio per contestare quello che viene scritto e diffuso come pseudo-verita sul gas
    esempio:
    È vero che i consumi di gas sono in calo?
    No, è falso. I consumi di gas in Italia sono in crescita ininterrotta da tre anni. Nel 2017 la domanda di gas è aumentata del 6% rispetto al 2016 e dell’11% rispetto al 2015.
    L’Italia è il Paese europeo con il maggiore utilizzo di gas naturale. Nel 2015 il metano ha rappresentato circa il 35% dei consumi energetici primari e il 40% della produzione lorda di energia elettrica.
    basta a diffondere false notizie e dare spazio web a finti ambientalisti

  7. francesco.valentini1935 | 5 Gennaio 2023 at 22:06 | Rispondi

    Questi fautori della desertificazione della Valle Peligna con l’entrata in funzione del monumento ai profitti Snam ci spiegano a sufficienza perche’ siamo scesi cosi’ in basso politicamente ed economicamente:siamo a livello zero e questo spiega anche perche’ certa politica miete a piene mani da noi.Buonanotte.

  8. Mario Pizzola | 6 Gennaio 2023 at 13:27 | Rispondi

    La consultazione pubblica per verificare l’utilità del metanodotto non è stata mai fatta. Durante tutto l’iter autorizzativo (iniziato nel lontano 2005) ci sono state fasi in cui era possibile presentare osservazioni. E gli ambientalisti le hanno sempre regolarmente presentate. La consultazione imposta dall’ARERA alla Snam è un fatto nuovo ed è clamoroso perché viene fatta dopo che l’opera è stata autorizzata dal governo. Siccome il suo costo (2 miliardi e 400 milioni di euro) dovrà essere sopportato in gran parte dai cittadini attraverso la bolletta del gas, l’ARERA vuole vederci chiaro per decidere se è giusto mettere a tariffa tale costo. Il metanodotto non è utile né tanto meno “strategico”. La strategicità è un’etichetta che gli è stata appiccicata addosso per pompare soldi dall’Europa. Nel corso degli anni il consumo di metano, in Italia, è calato in maniera sensibile passando dagli 86,2 miliardi di metri cubi del 2005 a 71 miliardi di mc (media degli ultimi 5 anni). Nel 2021 è risalito a 76,2 miliardi di mc, ma si tratta di un consumo “drogato” dalla ripresa economica post-pandemia da covid. Infatti, nell’anno appena concluso, il 2022, il consumo è crollato a 69 miliardi di mc e continuerà a scendere nei prossimi anni. Quindi il nuovo metanodotto non serve proprio perché le infrastrutture energetiche del nostro Paese non solo sono sufficienti ma sono sovradimensionate rispetto ai consumi.

  9. @SI_HUB | 5 Gennaio 2023 at 18:02 + 18:07 + 18:14

    Continuate a leggere e interpretare a vostro piacimento.
    Nessuno prima di voi ha usato il termine referendum e questo la dice lunga su quanto siate prevenuti e fuorvianti nel discuterne.

    Questi alcuni link che si contraddicono quanto da lei affermato in questioni di:
    – consumi di gas in aumento: citate (riprendendo dal sito SNAM) gli anni di consumo del 2015, 2016 e 2017, senza darne i valori e senza tener conto della discesa di consumi iniziata dl 2019 e preventivata dalla stessa SNAM fino al 2040 e visionabili a riprova.
    – Trasporto di gas in Europa: ammettete che il gas viene anche venduto in Europa, ma omettete di copiare e incollare (sempre da medesimo sito SNAM) che:
    PER SAPERNE DI PIÙ SU RETE ADRIATICA
    COS’È IL PROGETTO RETE ADRIATICA E QUAL È IL SUO SCOPO?
    Il progressivo decadimento della produzione nazionale di gas, già oggi inferiore al 10% del fabbisogno energetico del Paese, ha reso necessario progettare nuove infrastrutture di trasporto del gas naturale dai punti di entrata (importazioni via gasdotto e terminal GNL) verso le regioni d’Italia.
    Il progetto Rete Adriatica ha una valenza strategica per il sistema energetico italiano per le seguenti ragioni:
    – copertura del fabbisogno energetico del Paese nel medio-lungo termine attraverso l’incremento delle capacità dei punti di entrata della rete italiana;
    – individuazione sul versante adriatico di un nuovo corridoio alternativo al gasdotto Transmed, in esercizio sul versante tirrenico, per conferire maggiore sicurezza e affidabilità al sistema di trasporto del gas.
    Il nome “Rete Adriatica” è stato scelto da Snam per differenziare il progetto dal gasdotto “Transmed – Linea Tirrenica”, costituito da due condotte di equivalente diametro poste sul versante tirrenico.

    E’ VERO CHE IL GAS TRASPORTATO ATTRAVERSO L’ABRUZZO FINIRA’ ALL’ESTERO?
    No, è falso. Il rafforzamento delle infrastrutture di trasporto italiane, inclusa quella lungo la direttrice adriatica, non è semplicemente funzionale all’esportazione di gas verso altri mercati europei. Al contrario, restando l’Italia un Paese prevalentemente importatore, il progetto porterebbe benefici innanzitutto alle famiglie e alle imprese italiane, perché un sistema efficiente e in grado di attrarre più gas da diversi fornitori è la condizione necessaria per ridurre il costo dell’energia, e di conseguenza pagare bollette più basse. Snam non vende gas, ma è un puro operatore infrastrutturale regolato, a presidio delle attività di trasporto, stoccaggio e rigassificazione.

    https://test-paas.snam.it/it/snam_per_abruzzo/domande_risposte/#_
    TUTTO QUELLO RIPORTATO IN QUESTA SEZIONE DEL SITO SNAM E’ DATATO, DI PARTE E NON VERITIERO!!!
    MA NON LO DITE!

    Qui i piani aziendali vecchi e nuovi:
    https://www.snam.it/it/trasporto/piani_decennali/
    Ultimo link forse il più importante di tutto il discorso “CONSULTAZIONE LINEA ADRIATICA”
    https://www.snam.it/it/utilita/risultati_ricerca.html?globalMaxScore=0.9969629&locale=it&lq=consultazione+pubblica+linea+adriatica&reloaded=&keyword=consultazione+pubblica+linea+adriatica&category=*%3A*+NOT+category_exact%3A%5B*+TO+*%5D&facet_query_query=category_exact%3Aservizi&dateMonthFrom=&dateYearFrom=&fromDate=2000-01-01T00%3A00%3A00Z&dateMonthTo=&dateYearTo=&toDate=2100-12-31T00%3A00%3A00Z&docType=&lq=consultazione+pubblica+linea+adriatica&reloaded=&matchPerPage=20
    Nella query sono solo 2 le “corrispondenze” unicamente le prime 2° rispondere ai criteri inseriti e negano clamorosamente la sua affermazione sul di consultazione specifica:
    https://www.snam.it/it/trasporto/Processi_Online/Allacciamenti/informazioni/piano-decennale/piano_decennale_2022_2031/consultazione_adr.html
    e
    https://www.snam.it/it/trasporto/dialoga-con-noi/news/2022/20221206_consultazione_relazione_integrativa_linea_adriatica.html

    • Bene temp!
      sono contento di leggere (finalmente) che qualche ‘ testa gira con le rotelle giuste’
      premetto che la lunghezza della risposta mi fa sospettare dell origine, poiché spesso le mie risposte vengono censurate con la scusa della moderazione, che comunque ritengo giusta che ci sia, salvo poi ammettere i commenti…
      va bene, ammetto che qualche affermazione con relativi link possono essere obsoleti (consumi gas del 2015,2016) ma solo contro chi parla dei consumi del 2005 ci puo stare…mea culpa va bene, cerchiamo di essere più attuali possibile.
      ammetto anche il pesante riferimento all’abrogativo referendum previsto dalla ns costituzione, anche se volevo soli far capire la capacità legislativa che ha la ‘consultazione pubblica’ prevista dalla normativa vigente (D. Lgs 93/11, L. 115/15, ecc) quindi dall’ARERA che comunque NON potrà MAI cambiare le leggi emanate dal governo.
      concordo con te e di nuovo confermo che la nuova linea del gasdotto sulmona foligno ha le sue origini su quanto scritto sul piano decenale presentato dalla snam ( e sottoposto a consultazione pubblica…) quindi maggiore sicurezza della gestione dela gas , migliore spacciamento del gas metano, ecc purtroppo ti devo contestare il fatto che il gas di questo tratto potrebbe, anzi diciamo quasi sicuramente, sarà inviato all estero in regime di saturazione delle nostre scorte, attività che viene decisa, in TEMPO REALE, come la corrente elettrica, dal centro di dispacciamento del gas snam. ma questa realtà, cioè che il ns paese sarà un HUB del gas, è una questione da accettare condividere e capirla come processo di evoluzione della realtà del mondo moderno.
      ciao e a presto temp

      • Posso assicurarle che di teste pensanti ve ne sono a iosa e in tutti i qui presenti commenti, così come mi sento di rassicurarla su eventuali abusi di applicata “censura” e/o “favoritismi”, anzi…
        Riportando la discussione nel suo corretto e dovuto binario, accolgo i suoi “mea culpa” indicati senza necessità di commentarli ulteriormente… sono bastevoli i suoi.
        Unitamente va rimarcata fortemente la congruità della richiesta di consultazione pubblica sulla realizzazione, che se da una parte non può fermarne la realizzazione da un punto di vista autorizzativo (ma non ne sarei completamente certo…leggi in seguito), può DETERMINARE LO SPOSTAMENTO DEL COSTO DI REALIZZAZIONE DAGLI UTENTI AL PROPONENTE-PROPRIETARIO-GESTORE E “UNICO BENEFICIARIO” DEL TRANSITO E DELLA RIVENDITA DEL GAS, e certamente capirà che una cifra da capogiro come i 2 miliardi e 400 milioni di euro, fanno venire più di un pensierino a qualsiasi CDA, conoscendone anche le “stime proprie” di un INCERTO (nei volumi) traffico e di un ALTRETTANTO INCERTO futuro introito.
        Altra correzione da farle è che il mercato del gas metano segue oltre ai prezzi di “vendita a pronti” fissati nella giornata precedente, segue e deve confrontarsi e bilanciarsi (nel proprio interno gestionale dell’operatore) ai prezzi di acquisto già operati (contratti anche decennali a prezzi già fissati), questo per non incorrere (come è stato ed è in questo turbolento momento) in perdite o DIVERSAMENTE PER LORO come è stato per i più, in EXTRA GUADAGNI che hanno fatto la gioia degli azionisti e meno quella degli utenti finali e quindi non sono certamente il riempimento dei pozzi di stoccaggio a pilotare il mercato, tutt’altro e le cito fonti del Ministero dello Sviluppo economico, da gennaio ad agosto 2022 l’Italia ha esportato ben 2,33 miliardi di metri cubi di gas contro i 689 milioni di metri cubi dello stesso periodo del 2021 (+ 238,3%), come nel mese di ottobre scorso di tutta la potenzialità inserita in rete, ben 40 milioni di metri cubi erano destinati allo stoccaggio e fra i 18 e 20 milioni (18… 20) esportati in Europa… se questa non è speculazione!!!

        BEN VENGA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SULL’INTERA OPERA!

  10. Dal 6 novembre 2022 hanno riaperto le trivellazioni a pieno regime nel mare adriatico tra Pesaro e Fano. Dal 9 novembre le nostre case Di Pesaro Fano e Ancona stanno tremando con oltre Mille scosse di terremoto!!!! Avendo esportato oltre 4 miliardi di metricubi di gas si richiede il blocco delle trivellazioni davanti a Pesaro e Fano. Mentre Vi scrivo la casa trema per esportare il gas con utili favolosi mentre a noi ci aumentano il gas del 500 x cento e del 100 x cento anche la gestione del contatore!!!!! Arera e misterprezzi@mise.gov.it chi Tutelate????

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