
Rito abbreviato per due dei tre componenti del nucleo familiare indagato per atti persecutori, in concorso, dalla magistratura. La decisione è arrivata dal gup del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini. Il giudice per le udienze preliminari ha fissato l’udienza per il prossimo 11 febbraio, quando sarà chiamato a decidere sulla richiesta di perizia psichiatrica per nipote (18 anni) e nonno (75 anni) avanzata dall’avvocato difensore, Alberto Paolini.
Rito ordinario, invece, per il padre del diciottenne, raggiunto da una misura cautelare di divieto di avvicinamento. I tre (figlio, padre e nonno) sono accusati di atti persecutori avvenuti nell’arco temporale che va dall’ottobre 2024 al marzo dello scorso anno.
In due circostanze, in particolare, il diciottenne avrebbe malmenato la vicina di casa. La donna, quarantasettenne, era finita nel Pronto Soccorso dell’ospedale “dell’Annunziata” di Sulmona, con diverse ferite ed escoriazioni, giudicate guaribili in pochi giorni. Un’escalation di violenza che aveva portato la donna a presentare denuncia-querela.
Il padre del ragazzo, invece, avrebbe tentato di investire con l’automobile il suo vicino di casa, un sessantunenne. Un tentativo andato a vuoto, solo grazie all’abilità del sessantunenne di evitare la vettura, finendo contro le auto in sosta. Il nonno, invece, avrebbe molestato ripetutamente la vicina di casa.
Motivi ritenuti dal pm, Edoardo Mariotti, come persecutori, tali da cagionare stati d’ansia alle persone offese, costrette a modificare le proprie abitudini di vita.
Secondo la tesi difensiva, invece, gli atti persecutori contestati sarebbero il frutto esclusivamente di una fobia delle persone offese dal momento che nessuno degli imputati ha mai assunto atteggiamenti pericolosi o persecutori.
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