
Di soldi per i regali dell’ultimo minuto ne avrà in abbondanza il vincitore di tre schedine centrate, ieri, in un solo giorno a Sulmona. Ventiquattromila euro incassati con i risultati di sessantacinque gare indovinati (diciannove per una, ventotto per un’altra e diciotto per la terza). E la cifra avrebbe potuto toccare quote ben più alte, se solo nel Girone A di Serie C, l’Albinoleffe non avesse liquidato in un quarto d’ora l’Alcione Milano, e se in terra d’Albione il Fulham fosse riuscito a pareggiare contro il Liverpool, corsaro a Craven Cottage. Tre “lenzuoli”, nel gergo, con giocate integrali di partite di Liga, Eredivise, Primera Liga, Premier League, Super Lig, Serie A e Bundesliga.
Questione di fortuna, tanta, perché le percentuali parlano chiaro: per indovinarle tutte e tre assieme (una del valore di 3.010 euro, l’altra di 13.117 e la terza di 8.224 euro) la probabilità è di una su 5.300.000. In pratica, è più probabile essere colpiti cinque volte da un fulmine nello stesso anno (una sola volta in dodici mesi ha la probabilità di uno su un milione) che centrare l’intero sistema. Questo per far capire l’eccezionalità dell’evento sul quale, il fortunato giocatore di Sulmona ieri ha investito centottanta euro.
Una cifra che, solo all’apparenza, appare irrisoria se paragonata all’incasso. L’importo scommesso, però, conferma il trend nero dell’Abruzzo con il gioco d’azzardo. Insomma, non è tutto oro quel che luccica. A diramare i dati è stata la Federconsumatori: in rapporto alla popolazione, l’Abruzzo è secondo solo alla Campania, nella ricerca “L’azzardo online nei piccoli Comuni italiani”. La spesa annua, nei confini regionali è di 700 euro a persona che genera un volume di gioco pari a 1,6 miliardi di euro. Ad essere coinvolta e dipendente è l’1,4% della popolazione adulta, ovvero 14.000 persone.
Troppo facile accedere al gioco, con 230 sedi aperte in tutta la regione a cui vanno sommate le app di betting nei telefoni cellulari, per essere “seduti” al tavolo verde 24 ore su 24. Le Province più colpite sono quelle di Chieti e Pescara. La fascia più vulnerabile va dai 35 ai 55 anni, mentre il gioco online tra i giovani tra i 18 e i 30 anni, toccando un incremento del 12% rispetto al 2024.
Un campanello d’allarme recepito dalla Regione Abruzzo con la giunta regionale che ha approvato il Piano regionale GAP 2025 (Gioco d’Azzardo Patologico), ossia uno strumento di programmazione sanitaria che definisce obiettivi, interventi e risorse per affrontare in maniera organica una delle più diffuse forme di dipendenza non legata a sostanze.
Un documento, predisposto su proposta dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, che si fonda su tre assi principali, iniziando dalla prevenzione attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Osservati speciali sono giovani e famiglie. E poi le attività di formazione per operatori sanitari e scolastici e le iniziative di informazione nelle comunità locali. Altro asse è quello della cura, con servizi sanitari territoriali potenziati e attivati nella presa in carico dei soggetti con disturbo da gioco d’azzardo. Il traguardo da raggiungere è la riduzione dei tempi di accesso ai percorsi terapeutici tramite l’assistenza psicologica, sociale e trattamenti sanitari specifici. L’ultimo step, quello di riabilitazione e reinserimento, mira ad attivare progetti legati al recupero personale e sociale dei pazienti, con un ruolo riservato alle associazioni e alle realtà di volontariato.
Al fianco della Regione, per l’attuazione del Piano GAP, ci sono le Asl, i Comuni, le scuole e le associazioni impegnate nella lotta alle dipendenze. Ruolo chiave anche per i Dipartimenti di Salute Mentale e i Servizi per le Dipendenze (Ser.D.). A loro il compito di attivarsi in rete e a raccordarsi con il privato sociale.
Misure che guardano oltre il singolo vincitore, ossia verso quel mare di sconfitti, di persone sul lastrico e famiglie distrutte da conti correnti svuotati. Perché per uno che vince c’è un oceano che perde.
… “ la probabilità è di una su 5.300.000 “…
Si, praticamente come quella di vincere un gratta e vinci con il massimo della posta messa in palio…
Hai voglia a fare il solito Sermone sulle raccomandazioni e sui rischi di finire ancor più in povertà giocando, per uno che vince 5/6 milioni perdono… il jackpot del Superenalotto prevede una possibilità su 625 milioni di vincerlo… eppur lo sintenta e qualcuno l’ha vinto.
Il gioco, la scommessa, è insita nella mente umana, la storia insegna che giocavano nell’antico Egitto… giocavano nell’antica Grecia… e giocavano e molto i Romani… scommettevano sulle corse delle bighe e quadrighe, scommettevano all’arena sui gladiatori, e giocavano a dati… si giocarono persino la veste del Cristo.
Verso la fine del ‘seicento i regnanti Borbonici a Napoli istituirono e “ monopolizzarono” il gioco del Lotto e dopo pochi anni nacque la tombola… e da allora non ne siamo più usciti fuori… i “ VIZI “ costano… e i “ regnanti “ di ogni epoca e di ogni colore politico, l’hanno compreso bene, e ci fanno pagare molto caro.. persino la speranza di cambiare tenore di vita.
Ma attualmente si sta “puntando” ancor di più, su questo tipo di entrate “della disperazione”.
ottimo articolo.
La gente si sta rovinando con le scommesse ed il gioco d azzardo e lo stato incassa.
per uno che vince c è un oceano che si affonda.
e molto spesso quell’uno che vince si rigioca pure tutto.
buon natale
Un mio amico tempo fa ha vinto 5.000 euro al gratta e perdi.
Aveva comperato 7.500 euro di biglietti.
Però ha vinto.
E lo stato in primis ad autorizzare i vari giochi d azzardo con i monopoli gratta e vinci slot 10 lotto ecc… poi rimane per molti di noi italiani l unica speranza di poter cambiar vita con una vincita al superenalotto lotto ecc….