Ballottaggi: la debacle della Lega

E’ una sconfitta che pesa e anche tanto, soprattutto a Chieti, la roccaforte della destra crollata sotto il peso delle tensioni interne, degli apparentamenti apparenti e quelli ufficiali. La Lega perde i ballottaggi abruzzesi, arrivando dietro con i suoi candidati a sindaco sia a Chieti che ad Avezzano, dove da oggi vestiranno la fascia tricolore rispettivamente Diego Ferrara e Giovanni Di Pangrazio. I due candidati del centrosinistra hanno sbaragliato gli avversari leghisti Fabrizio Di Stefano e Tiziano Genovesi, segnando forse l’inizio della parabola discendente, almeno in Abruzzo, del Carroccio.
Ad Avezzano Di Pangrazio, che ha tenuto fermo il vantaggio, al secondo turno ha preso il 58,45% delle preferenze, pari a 10.322 voti ( nel primo turno aveva preso il 32,56%, pari a 8.048 voti). Il suo sfidante, il leghista Genovesi, “imposto” dal Carroccio al centrodestra, ha preso al secondo turno il 41,55% pari a 7.337 voti (al primo turno aveva preso il 22,14% pari a 5.470 voti).
Ma è Chieti la ferita che fa più male ai salviniani, per i quali il leader in persona si era speso: Diego Ferrara ha ottenuto infatti il 55,85% dei voti pari a 12.403 preferenze (al primo turno aveva preso il 21,50% pari a 6.183 voti). Fabrizio Di Stefano si è fermato invece al 44,15% pari a 9.806 preferenze, perdendo per strada quasi duemila dei voti che aveva ottenuto al primo turno (11.159) e a nulla è valsa la pacificazione, probabilmente solo apparente, con l’assessore regionale Mauro Febbo che al primo turno aveva sostenuto, in aperto contrasto anche con il suo stesso partito (Forza Italia), il candidato Bruno Di Iorio. Con Ferrara, hanno fatto muro contro la Lega, anche il candidato civico Paolo De Cesare che ha sottoscritto l’apparentamento ufficiale (ottenendo così sei consiglieri e probabilmente la vicensidacatura), oltre a 5Stelle e Italia Viva che avevano dato indicazioni di voto, senza però apparentarsi. “La vittoria delle città e di due persone per bene con un progetto concreto e attuabile di cambiamento – commentano il segretario e il capogruppo regionali del Pd, Michele Fina e Silvio Paolucci -, l’odio e i toni forti usati dalla Lega per conquistare i municipi abruzzesi non hanno funzionato”. Per il deputato chietino Camillo D’Alessandro la sconfitta del centrodestra rappresenta “un avviso di sfratto a Marsilio. Immagino oggi lui sia a Roma – commenta il parlamentare di Italia Viva -. Fa bene perché è lì che lo rimanderemo”.

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