Bandiera nazista e saluto romano a scuola: device degli studenti sequestrati. La Procura passa al setaccio

Due mesi di tempo per perlustrare, palmo a palmo, tutte le memorie dei telefoni cellulari dei cinque studenti del liceo “G. Vico” di Sulmona, finiti nel vortice burrascoso delle cronache per foto e video in cui vengono ritratti dietro una bandiera nazista, intenti a fare il saluto romano. L’incarico di scavare all’interno dei device elettronici è stato conferito al perito Fabio Basini, su disposizione del procuratore della Repubblica dei minorenni, David Mancini. A lui il compito, in sessanta giorni, di trovare altri richiami al mondo nazista, nascosti all’interno degli smartphone dei cinque minori, tutti di età compresa tra i 16 e i 17 anni, indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale.

A Basini la Procura ha chiesto di risalire alla fotografia incriminata, che sarebbe stata scattata in aula, il 31 gennaio scorso, durante un’assemblea di classe. Al setaccio, inoltre, tablet e pc dei cinque studenti indagati per aver promosso la cultura nazifascista. Sotto l’occhio della procura, oltre a chi ha esposto la bandiera e a chi ha effettuato il saluto romano, è finito anche l’autore del video, indagato come gli altri suoi compagni.

Fondamentali saranno le tracce informatiche lasciate dal file, all’interno del suo percorso di condivisione. La gravità, infatti, sarà accertata dalla procura in base alla diffusione del video e, di conseguenza, della propaganda. Capire, insomma, se quel file sia finito solo (per modo di dire), nel mare magnum della piattaforma TikTok, o se sia stato condiviso anche in altri social media.

Proprio al mondo social sarebbe legata la motivazione che avrebbe spinto i giovanissimi a un gesto, reso ancor più grave dal contesto in cui è avvenuto. La foto, infatti, sarebbe nata dalla Challenge Bro, popolare sul social cinese, seppur datata (in Inghilterra il fenomeno esplose nel 2024). Lo scopo di questa tendenza è vedere se le persone sottoposte al test farebbero ciò che ci si aspetta da loro con determinati oggetti, come ritrarre una penna, usare le pinze da cucina e avvolgere un sacchetto di pane affettato. La sfida è diventata virale quando l’utente di TikTok splendidlysmittenjen è diventata virale sui social media con oltre tre milioni di visualizzazioni quando ha messo alla prova suo marito e i suoi figli per la sfida.

La bandiera è stata portata a scuola da uno degli indagati, un diciassettenne, la cui abitazione è stata perquisita dai carabinieri della Compagnia di Sulmona. In casa, lo scorso 9 febbraio i militari dell’Arma avevano trovato anche altri oggetti e simboli che richiamano l’epoca fascista. “Mi rendo conto di aver fatto una vigliaccata – si è giustificato il ragazzo -. Ma dovevo farlo per rimanere nel gruppo”. Nelle prossime ora i legali dei cinque chiederanno l’interrogatorio per i rispettivi assistiti.

Sul piano scolastico-disciplinare, in settimana gli studenti di tutta la classe terza dovranno presentare le proprie memorie difensive alla dirigente scolastica, Caterina Fantauzzi. Nei prossimi sette giorni si deciderà quale provvedimento adottare per l’intero gruppo classe.

6 Commenti su "Bandiera nazista e saluto romano a scuola: device degli studenti sequestrati. La Procura passa al setaccio"

  1. Viva l’Italia | 17 Febbraio 2026 at 16:14 | Rispondi

    Pugno duro, anzi no, durissimo per questa ragazzata.
    Così imparano. Colpirne 5 per educarne 1.000, funziona così in molte “ Repubbliche democratiche “.
    Gogna mediatica evidente, e qualcuno la cavalca questa semplice ragazzata, influenzando l’opinione pubblica ben oltre i fatti reali. Oltre i limiti umani sopportabili.
    E poi, come no, certamente, “ perlustrare, palmo a palmo, tutte le memorie dei telefoni cellulari “… o per dirla e scriverla meglio: scandagliare tutti i bit dei device utilizzati “ low-level bit analysis” o “deep forensics”.
    Questi ragazzi sono pericolosissimi per la sicurezza dell’intera Valle Peligna e non solo… non sia mai che all’improvviso all’orizzonte, dalla Napoleonica o dal Bosco di Sant’Antonio, scorgeremmo il ridiscendere degli uomini di nero vestiti, con le virgolette sui baveri delle giacche attillate.
    Non una sola parola dal Corpo Docenti a protezione di questi poveri adolescenti, confusi da milioni di immagini e video spazzatura che compaiono all’accensione di un qualsiasi device.
    Infine un’ultima constatazione, che corre nella mente di quasi tutti in questa Valle… se indagini serrate si facessero su tutta la “ brava “ gente che si aggira in Valle e si “ perlustrassero, palmo a palmo, tutte le conversazioni e gli abboccamenti “ che mettono in atto per rovinare tutti i giovani e non solo con le schifezze che spacciano… se si facessero su tutti gli strozzini usurai che vi prosperano come viscidi serpi velenose, sotto gli occhi e sulla bocca di tutti… se si facessero su tutti i “ VERI “ delinquenti che vi albergano… ecco, dicevo, questa sarebbe cosa buona e giusta che troverebbe l’approvazione di tutti i cittadini onesti, che all’unisono griderebbero: FINALMENTE.

    • Eh ma considera che hanno fatto almeno 10 articoli di giornale su questa pagliacciata. Poi a leggere i commenti c’è chi metterebbe in galera loro piuttosto che gli spacciatori. Booooooooooooooh

      • Non mi è capitato di leggere commenti di quel tipo.
        Come tutti sappiamo per esserci passati, ai ragazzi può capitare di sbagliare.
        Ma ovviamente, agli insegnanti spetta il compito di ricordare gli errori e gli orrori della Storia.
        Perlomeno per cercare di far capire che ci sono stati errori da non ripetere.
        Tanto piu utile ricordarlo, soprattutto in periodi, in cui tanti, sembrano voler dimenticare.
        Questo, soprattutto per loro, per le giovani generazioni, perché:”È sempre meglio la peggiore delle democrazie, che la migliore tra le dittature”
        I social? Forse ora più che mai,ci rendiamo conto, che non sono innocui strumenti di comunicazione, come sembrano, ma sono anche e forse soprattutto, strumento di controllo e indirizzo geopolitico…
        Per le indagini su droga, usura, delinquenza, che tutti auspichiamo si facciano e che portino risultati utili, esistono gli organi preposti.

        • Gioventù bruciata | 17 Febbraio 2026 at 21:50 | Rispondi

          Caro benaltrismo, leggo da giorni articoli e commenti sul cosiddetto “terrore del ritorno al fascismo”. A mio avviso, si sta sovrainterpretando un episodio che, fondamentalmente, è stato una cazzata di alcuni ragazzi. Non ogni gesto deve avere un significato profondo o essere trasformato in un’analisi socio-culturale: a volte le persone sbagliano, senza intendere alcun messaggio politico o storico.
          Mi sembra eccessivo ricorrere a perquisizioni domiciliari e ad analisi dei dispositivi elettronici degli indagati, considerando che la maggior parte di loro probabilmente non conosceva nemmeno il senso storico del gesto compiuto. È giusto istruirli e insegnare loro la storia, ma trattarli come criminali di serie A appare sproporzionato. Non si tratta di benaltrismo: questi ragazzi vengono messi sullo stesso piano di chi commette reati gravi, come spaccio di droga o usura, e questo è, a mio avviso, ingiusto.

  2. Usurai e strozzini che tra l’altro risultano indigenti allo Stato Italiano con relativi privilegi sono forse ben conosciuti però come il titolo di un famoso Film “Intoccabili”.

  3. L'Avanguardista | 17 Febbraio 2026 at 21:20 | Rispondi

    Ancora un articolo su questa ca…ta, mapperpiacere.
    Provate a vestire come i Socialisti falce e martello, le loro macellerie mondiali in nome della Rivoluzione.
    Vestite a stelle e strisce, del genocidio dei pellerossa, della deportazione e schiavitù dei neri d’Africa.
    MA FATELO, vediamo che succede.

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