Bandiere naziste e saluti romani in classe e postati su TikTok: cinque studenti del liceo “Vico” indagati per odio razziale

Saluti nazisti, bandiere con il fascio littorio ed altre azioni di richiamo ai regimi totalitari dell’estrema destra. Il tutto nella loro classe del liceo “G. Vico” di Sulmona. Tra i banchi di scuola, dove cinque studenti tra i 15 e i 16 anni, hanno immortalato e condiviso su TikTok video di inneggiamenti a nazismo e fascismo. Frames che non sono passati inosservati, e per i quali il tribunale per i Minorenni dell’Aquila contesta il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale.

I cinque (quattro residenti a Sulmona ed uno a Scanno) sono stati raggiunti dagli avvisi di garanzia questa mattina. Ad emetterli è il sostituto procuratore della Repubblica, Angela D’Egidio, con la notifica da parte dei carabinieri della compagnia di Sulmona. Fatti che risalgono a fine gennaio, come emerso dai file all’interno del telefono cellulare all’interno di uno dei cinque telefonini sequestrati dai militari dell’Arma.

La bandiera nazista, con il simbolo della svastica, è stata recuperata questa mattina nell’abitazione di uno degli indagati. L’operazione rientra all’interno dell’indagine coordinata dalla procura della Repubblica del tribunale dell’Aquila, finalizzata a reprimere l’incitamento all’odio e la discriminazione razziale.

A far rabbrividire è soprattutto il luogo e il contesto in cui sono avvenuti i fatti: lì, tra i banchi di scuola, dove servirà più di un’insufficienza in educazione civica e in storia per far imparare la lezione.

In una nota ufficiale, il liceo “G. Vico” esprime piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, e conferma la propria collaborazione con le autorità competenti per l’accertamento dei fatti. “La Scuola – si legge nella nota – condanna con assoluta fermezza qualsiasi gesto, comportamento o simbolo riconducibile a ideologie totalitarie, alla discriminazione o all’incitamento all’odio. Tali manifestazioni sono in totale contrasto con i principi della Costituzione, con la missione educativa della Scuola e con i valori di rispetto, inclusione e cittadinanza che quotidianamente promuoviamo”.

Il Liceo “G. Vico” avvierà ulteriori percorsi di riflessione per ribadire l’importanza della memoria storica, del rispetto delle differenze e dell’uso responsabile dei social media. Il Consiglio di Classe e la Dirigente procederanno con le dovute sanzioni disciplinari e con le conseguenti azioni educative, coinvolgendo le famiglie interessate, nel pieno rispetto della normativa vigente.

“L’obiettivo – prosegue l’istituzione scolastica – resta quello di trasformare il deplorevole episodio in un’occasione di crescita e consapevolezza, affinché ogni studente possa comprendere la gravità dei comportamenti tenuti e il valore del rispetto reciproco. Nel censurare fermamente i comportamenti evidenziati, la Dirigente e il Consiglio di Classe invitano gli organi di informazione e l’intera comunità scolastica al massimo rispetto della riservatezza sulla vicenda. Tale richiesta è finalizzata a proteggere il percorso educativo e la dignità dei minori coinvolti, con particolare riguardo agli studenti con fragilità presenti nel gruppo, per i quali una sovraesposizione mediatica risulterebbe gravemente lesiva. Confidiamo che il lavoro della Magistratura chiarisca rapidamente ogni responsabilità personale, evitando indebite generalizzazioni che possano ledere l’intera comunità scolastica, la quale si distingue da sempre per il valore formativo, la partecipazione civica e la promozione della cultura della Legalità”.

14 Commenti su "Bandiere naziste e saluti romani in classe e postati su TikTok: cinque studenti del liceo “Vico” indagati per odio razziale"

  1. tutto questo succede solo perchè ci sono i social. devono vietarli perchè altrimenti le cazzate vengono ingigantite e rimangono indelebili a vita. Chissà quanti ragazzi 20 o 30 anni fa hanno fatto delle bravate simili non rendendosi conto di ciò che facevano e si sono salvati perchè restava li in classe. non credo che questi ragazzi si siano effettivamente resi conto di ciò che facevano, spero si risolva tutto al meglio.

    • Condivido in pieno.
      Ho frequentato il liceo classico ormai quasi 40 anni fa e di idioti con la svasica ne ricordo diversi. A nessuno di loro, crescendo, è mai venuto in mente di rifondare il partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Non vanno indagati ma condannati a leggere qualche libro.

      • Domenico Capaldo | 9 Febbraio 2026 at 22:36 | Rispondi

        Metto a disposizione una qualsiasi forma di incontro e condivisione della Associazione Brigata Maiella che ho l’onore di rappresentare per incontri formativi e di formazione e riflessione che consentano ad ognuno di noi di riflettere su episodi simili attingendo alle esperienze del passato che pure ha segnato la storia del nostro Paese.

  2. sono perfettamente d’accordo con entrambi i commenti. essere un ragazzino che fa cazzate con gli amichetti di scuola e pubblica sui social non è un reato. il vero reato è suddividere il programma di storia alle superiori in ordine cronologico partendo dagli antichi egizi al primo anno, fino ad arrivare alle seconda guerra mondiale solo al quinto, infatti ecco che non sanno un bel niente di quello che i loro bisnonni hanno subito…..

  3. Studiare meglio la storia d’Italia del novecento servirebbe a poco se l’ideologia, con cui sono stati educati in famiglia o seguendo i social, è quella populista che viviamo quotidianamente. Vedi capi di stato, premier, parlamentari, giornalisti ecc.. Basta avere followers

  4. E’ un reato e se non rispondono loro rispondono i genitori. Spero che la condanna sia esemplare. Non si gioca con certe cose.

    • l’obiettivo è rieducare non marchiare a vita. hanno scherzato con il fuoco ma non mi risulta che abbiano fatto del male fisico a qualcuno.vanno sgridati ed educati. non marchiati.E’ facile fare giustizia con dei ragazzini sprovveduti. sono i social ad ingigantire la cosa.

    • Cococce e solo cococce | 9 Febbraio 2026 at 21:36 | Rispondi

      Ma quale condanna esemplare, per che cosa poi, per una goliardata?
      Addirittura ne devono rispondere i genitori.
      Nella Valle piena di spacciatori e consumatori di sostanze, di picchiatori plurirecidivi, di delinquenti abituali, di ladri e truffatori, di strozzini arricchitesi sulla pelle di persone in difficoltà con interessi del 200%, le condanne ” esemplari ” si chiedono per una bravata fatta da ragazzi sicuramente inconsapevoli del loro gesto che non ha arrecato danno ad alcuno, e che in questa Valle non aveva letto nessuno.
      Poi ci sono molti ” bravi ragazzi” che mettono a ferro e fuoco le città, distruggono le infrastrutture pubbliche e aggrediscono violentemente le nostre forze dell’ordine, in nome di un’ideologia altrettanto da condannare.
      Se questi ragazzi avessero scimmiottato Stalin o Mao, scommetto tutti zitti e coperti.

    • Si, si, condanniamo in modo esemplare una bravata e siamo tolleranti con stupratori, spacciatori, scippatori e per ultimo gli sfascisti delle manifestazioni pro centri sociali.
      Bravo Glarrico. Così sicuramente miglioreremo l’Italia!

  5. E c’è chi chiede di abbassare l’età per acquisire diritto al voto. Se tanto ci da tanto, con la scusa del crescente astensionismo, Nordio et company un pensierino sicuramente lo faranno.

  6. Certo che al paese delle cococce non vi fate mancare niente.

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