Bella ciao

A volte basta poco per sentirsi una comunità. Una chitarra, un’idea, una vecchia ed eterna canzone. Basta un messaggio su whatsapp, la voglia di dire grazie ad un monumento della storia, ad un uomo che rappresenta una generazione, quella che dalle e sulle montagne d’Abruzzo si mobilitò senza esitare per liberare l’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazifascista.

Dopo la pubblicazione ieri del nostro articolo e dell’intervista a Gilberto Malvestuto, sono arrivati in redazione tantissimi messaggi di vicinanza al partigiano centenario: quell’uomo che, come tanti, indossò il fazzoletto della Brigata Maiella e imbracciò una mitragliatrice per combattere sul fronte: dall’Abruzzo verso il nord Italia. Fino alla liberazione.

E ci è sembrato poco e troppo poco, la telefonata formale fatta dalla sindaca ieri mattina (e meno male), i comunicati d’auguri inviati da partiti politici e associazioni e quasi offensiva, poi, quella mai evasa richiesta di assegnargli il sigillo d’oro della città di Sulmona che dal 2015 è rimasta una lettera morta nei cassetti di palazzo San Francesco.

Così come Germe abbiamo voluto dare forma a questo sentire comune, dargli voce e suono: le chitarre di Lorenzo Lucci e Michele Avolio e le voci di una trentina di persone, ritrovatesi non a caso, ma spontaneamente, sotto il balcone della casa di riposo Mazara dove Gilberto Malvestuto vive.

Un gesto semplice, un fiore al partigiano che per la libertà non è morto, ma ha messo a disposizione tutta la sua vita. 

Quando Malvestuto apre la porta finestra accanto alla sua stanza sorride: è sorpreso e guarda curioso quella piccola adunata di gente, la maggior parte della quale neanche conosce. Tanti auguri e poi “Bella ciao”, che il partigiano canta insieme al coro improvvisato. (video)

Poi parla e racconta: “L’ho fatto per me e per tutti voi – spiega – perché la dittatura non era sopportabile, non era sopportabile che dovessero passare la censura anche le lettere che scrivevo alla mia fidanzata” e racconta del suo ingresso a Bologna, di quegli anni difficili e dell’orgoglio con cui i maiellini si gettarono in prima linea. 

Si commuove il comandante tra una nota e un’intonazione; non trattiene, né vuole farlo, la gioia per vedere così rigogliosi, ancora oggi, i frutti della sua battaglia, del cuore gettato oltre l’ostacolo: la gente accorsa sotto a quella finestra, ad intonargli il canto di libertà. A cento anni, oggi, Gilberto Malvestuto può dire di aver reso il mondo migliore ed oggi, un po’ migliori, ci sentiamo anche noi che abbiamo cantato quel grazie a nome di tutta la città.

12 Commenti su "Bella ciao"

  1. In questa giornata in ONORE del
    partigiano Malvestuto…. l’unica nota stonaca e’ la stata la telefonata formale del primo cittadino…..ma ormai ci siamo abituati.

  2. Stavolta, l’encomio va a coloro che hanno onorato e a qualsiasi titolo (politico in primis), la figura eroica del partigiano Gilberto Malvestuto.
    L’intonare la “canzone simbolo” (anche se a posteriori e in sostituzione della più veritiera “Fischia il vento”) della Resistenza al nazi-fascismo, ha risvegliato, rinvigorito ed emozionato fuori ogni misura Gilberto e lo si nota benissimo nel filmato, stesse sensazioni che di contraltare erano e sono presenti in coloro che lo hanno omaggiato e che hanno messo una pezza a colori “rosso papavero”, all’inefficienza del Comune, Sindaco, Giunta, Consiglieri e Presidente del Consiglio comunale che stavolta hanno preferito defilarsi dalle solite tanto amate presenze e foto di propaganda e selfie di rito, ma stiano tranquille, perché il partigiano Gilberto è al di sopra di tali mancate azioni e certamente nel suo buon cuore ha già fatto scivolare via l’increscioso accaduto.
    Ma l’ultimo “cicchetto” va di “diritto” al Sindaco che ha avuto tempo per consegnare i dolcetti ai “valorosi volontari del verde”, e per il “VALOROSO PARTIGIANO” non ha avuto né un bignè ne un minuto da dedicargli a nome dell’INTERA CITTÀ.
    Non lo sa caro Sindaco che a volte vale più uno sguardo che tante parole, più incontro forse unico e irripetibile (per la circostanza in sé dei 100 anni, quantomeno per questo) che tanti selfie di propaganda??
    È certo di aver reso il degno omaggio e così di aver rappresentato la città??
    Ha risolto il tutto con una telefonata riparatrice dal valore nullo!
    Si poteva e si doveva FARE DI PIÙ!!!

    • Ricordiamoci la folla che acclamava Salvini a Sulmona . Poi capiremo perché si sceglie la classe politica. La colpa è sempre altrui.

  3. Gilberto, un grande della resistenza. A lui e a tanti altri, dobbiamo la nostra liberta’ di espressione. Auguri per i tuoi primi 100 anni. Lunga vita Gilberto!!!

  4. Grande uomo augurissimi,e voi che avete dato a lui onore e merito grazie complimenti

  5. E per rispondere ai saluti si toglie il cappello.

  6. Grazie Germe è stato un bel momento.

  7. Quanta bellezza, bravi!! ❤❤

  8. Maria Clotilde Iavarone | 18 Aprile 2021 at 11:00 | Rispondi

    Brividi di orgoglio e gratitudine. Un forte abbraccio al nostro Gilberto Malvestuto!

  9. Complimenti al germe per la capacità di saper cogliere i veri momenti importanti della nostra Sulmona.
    S

  10. Bella Ciao …Glorioso Comandante

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