
“Un museo funziona quando vi entrano le persone. Un museo senza gente è triste”. Queste le parole e il monito risuonati nelle stanze del museo Ovidio di Sulmona, quello senza gente da sempre. Chiuso. Che ieri mattina ha aperto occasionalmente le sue porte per il corso di formazione dal titolo Beni e servizi culturali tra codice dei contratti, codice dei beni culturali e Tuel.
Organizzato dal Comune di Sulmona e accreditato dall’ordine degli architetti dell’Aquila, il corso ha visto come relatore il docente Antonio Bertelli, coordinatore del gruppo tecnico appalti Anci nazionale, che ai presenti – perlopiù interessati ai crediti – ha spiegato cosa significa valorizzare ma soprattutto gestire beni e luoghi della cultura. Partendo dalle norme fondamentali che dal Codice dei beni culturali alla legge regionale n. 20 del 2023 dettano principi e regole per chi, amministratore pubblico o libero professionista, sia chiamato ad operare nel settore della cultura. Un settore sempre più importante se si considera che l’apertura al pubblico di musei e istituti culturali è oggi inserita nei LEP Livelli essenziali delle prestazioni, ovvero, tra quelle prestazioni che lo Stato è tenuto a garantire a tutti i cittadini in quanto diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione.

Parole quelle di Bertelli dette ad una platea dove è spiccata l’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, diretti interessati oltre al personale dell’ente, che bene avrebbero fatto a partecipare al convegno. Per capire come e perché restituire alla comunità luoghi simbolo della cultura cittadina, dalla biblioteca comunale, al Centro servizi culturali, allo stesso museo Ovidio che, riaperto lo scorso dicembre con due eventi inseriti nel cartellone natalizio e dopo tre inaugurazioni fantasma, resta un luogo che fa fatica a trovare la propria identità. Anzi, che proprio non ce l’ha.
Il punto è proprio questo, come ha sottolineato nel suo intervento lo stesso Bertelli, spiegando che non c’è cultura senza identità: “Per ogni spazio, che sia un museo, una pinacoteca o una biblioteca, prima di tutto è necessario individuarne la mission, scegliere la direzione da seguire per poi concretizzarla attraverso una gestione coerente”. Cosa che a Sulmona, città d’arte e di cultura, non è mai stato fatto con l’unico tentativo di introdurre la figura di un direttore museale cittadino tristemente naufragato la scorsa estate nelle acque della burocrazia e della politica. Più che altro della politica. Per non parlare delle altre figure di cui, oltre a quella del direttore museale, un Comune come quello di Sulmona dovrebbe dotarsi per rendere vivi quei luoghi ancora legati a un’idea di cultura ormai superata. “Non basta avere un guardiano che apra le porte e una biglietteria per rendere un museo accessibile – ha spiegato Bertelli – Ogni istituzione culturale deve avere uno statuto e un regolamento che ne indichi la missione sulla quale pensare la formula più adatta per attrarre cittadini e turisti. Sempre nel rispetto della propria identità”.
Un discorso tutt’altro che teorico se si considera che solo operando in questa direzione è possibile attivare la procedura di accreditamento per accedere ai relativi finanziamenti nazionali ed europei. E, al di là della scelta tra una gestione diretta, rimessa agli uffici dell’ente pubblico, o indiretta, realizzata tramite affidamento a terzi, l’importante è trasformare “tristi” luoghi della cultura in spazi realmente accessibili a tutti.

Triste, davvero, che all’interessante convegno organizzato dal Comune ieri, non c’era nessuno degli amministratori: non un consigliere, non un assessore. Studenti assenti ingiustificati, ingiustificabili. Perché è a loro che spetta la scelta dell’indirizzo, a partire dal direttore, inserito lo scorso anno nel Piano del fabbisogno del personale e poi sparito. Non ricomparso neanche nell’ultima revisione fatta qualche settimana fa.
A volte basterebbe ascoltare, studiare, per sapere cosa fare. Per capire che la cultura e la sua industria non sono un vezzo, né frutto di improvvisazione o, peggio, degli umori della politica.
rispecchia il vuoto che c’è in città da ormai troppi anni !
grazie per averlo evidenziato con l’articolo
sigh! sob!
peccato essere lontana da Sulmona e non aver potuto partecipare … e sapere che chi avrebbe dovuto essere presente non c’era!
peccato anche non aver avuto una delle poche possibilità di accesso allo spazio del museo Ovidio, mai potuto utilizzare per gli eventi in questi anni.
servirebbe seminare un po’ di cultura dei beni comuni e del bene comune affinché si possano raccogliere frutti negli anni futuri, magari grazie a chi oggi sta ancora studiando!
E’ l’ennesima prova che questa amministrazione comunale è assente in qualsiasi manifestazione interessante la nostra comunità,che sia culturale o semplicemente che tocchi le nostre necessità e i nostri problemi irrisolti.È stata votata dai cittadini e questo è il ringraziamento.Meditate gente,meditate…
dalle foto si vede che mancava anche tutta l’opposizione
Tutto ben detto. L’istituzione assente è grave.Ora leggerà questo scritto? E’ora che assuma responsabilità e dimostri di lavorare seriamente.
Eppure la nostra città avrebbe tanto da offrire e anche tanto da ricevere in questo settore.
Invece per questa città, altri offrono e noi cittadini riceviamo, purtroppo, tutto il peggio, che ad altri territori viene risparmiato…
Ma qualcuno si chiede a chi imputare la situazione attuale? Chi ha distrutto il bel giocattolo che addirittura aveva costretto Gerosolimo a gettare la spugna? I nomi sono conosciuti ma tutti fanno finta di non ricordare… e allora stetev zitt e subite in silenzio….
L’assessore alla Cultura……non devo aggiungere altro.
Guardando una delle foto si notano sulmonesi che incroci quotidianamente per strada, che incrocio da anni nella quotidianità e che se VAI IN Comune incroci negli uffici e , se riesci a fare le domande in maniera comprensibile ti danno delle risposte utili (sempre se riesci a capirle). Invece che impegnarvi a diffondere notizie su eventi fatti, perché non vi impegnate a diffondere notizie su eventi che si svolgeranno ? Voi che avete così tanto a cuore sto c…. di paese siete i primi a parlarne male.