Brutta e cattiva

-È brutta e cattiva.
Inizio sempre così quando devo descriverti a chi non ti conosce.
Le persone sgranano gli occhi, perché normalmente quando una madre parla dei propri figli si avvale di penne di poeti, quadri d’autore e mille violini suonati dal vento.
Io no.
Nessun violino: a casa ho solo una chitarra scordata che tu strimpelli poggiandola sulla gamba accavallata. Dal viso concentrato sul pentagramma stropicciato trapela un lieve imbarazzo, perché a te le cose piace farle quando sei sola con te stessa e nessuno ti guarda; e invece sei costretta a condividere il pianeta Terra con noialtri.
Sei tanto bella mentre suoni.
Sei bella quando scendi le scale al mattino e decidi che sarà una brutta giornata perché ti è spuntato un nuovo brufolo sul viso.
Sei bella quando non sai cosa indossare e tutto il contenuto dell’armadio finisce sul letto in un groviglio di stoffe nere e grigie.
Sei bella mentre mangi un biscotto al cioccolato e sentenzi che sarà l’ultimo perché da quel momento sei a dieta, sei ancora più bella quando mangi un altro biscotto perché ci hai ripensato.
Sei bella quando la sera ti addormenti “a quattro di bastoni” nel letto grande, con la luce accesa per vedere meglio i sogni e le persiane spalancate per non perdere neanche un raggio del sole dell’indomani.
Sei bella quando torni dalla lezione di danza tutta spettinata e devi assolutamente mostrarmi una nuova coreografia che si infrangerà sullo spigolo del tavolo della cucina.
Sei bella quando protesti se ti dico che sei bella.
Sei bella quando mi prendi in giro e io sto al gioco, perché la tua risata è uno degli spettacoli che preferisco, da chiederne il bis e il ter.
Sei bella anche quando mi urli che non capisco niente o quando indossi le gonne con quelle orribili scarpe da ginnastica.
Sei bella oltre.
Sei bella mentre.
Sei bella perché.
La tua bellezza non può essere descritta. Non è di labbra, forme o colori. Non è da guardare o fotografare, ma da sentire e provare.

È la bellezza pura di un carattere difficile, di un cinismo sottile, di uno sguardo che zittisce, di sorrisi nascosti dietro bronci titubanti, di guance morbide che chiedono ora baci e ora schiaffi, di una mente veloce che è già oltre e già sa.
È la bellezza di parole che non riescono a essere dette, ma che io posso sentire.
Come potrei spiegare tutto questo a chi mi chiede come sei, senza essere presa per matta o per una di quelle mamme che: “E quande la fija mè facéve li sagne”?
È più comodo rispondere che sei “brutta e cattiva”, lasciando basiti gli interlocutori e tenendo quello che sei tutto per me.
Buon compleanno Lisa mia.
Buon compleanno fija mè.

gRaffa

Raffaella Di Girolamo

1 Commento su "Brutta e cattiva"

  1. È bella. ❤️

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