Bugie sulla Cuc: l’Anac sanziona il responsabile, ma paga la collettività

E’ una sorta di millantato credito che l’autorità anticorruzione (Anac) ha ritenuto doloso e da sanzionare. Con una multa da 500 euro che, alla fine, ha pagato la collettività, anziché, come più logico, essere onorata da chi, dolosamente, dice l’Anac, ha tratto in inganno l’Autorità stessa.
La vicenda è quella della classificazione della Centrale unica di committenza (Cuc) del Comune di Sulmona, nei confronti della quale a maggio scorso l’Anac aveva aperto un procedimento di verifica in relazione al suo inserimento nella fascia massima (SF1).
In sostanza il Comune di Sulmona ha millantato titoli che non aveva per rientrare nella fascia più alta delle Cuc e poter operare così anche gare complesse e sopra soglia (che fortunatamente non ha preso in carico). La nuova normativa, infatti, stabilisce che solo determinate Cuc (quelle di prima fascia) possono gestire gare d’appalto di un certo livello e per rientrare in questa fascia occorre personale qualificato, formato e certificato.
“Dall’analisi degli attestati trasmessi emergeva che due soli dipendenti avevano la formazione base e che nessun dipendente aveva la formazione specialistica – evidenzia l’Anac -, diversamente da quanto dichiarato in sede di domanda di qualificazione, ove erano stati indicati cinque dipendenti con formazione base e due con formazione specialistica”.
L’arrampicata sugli specchi del Comune per giustificare la bugia, non è servita ad assolverlo, anche perché in alcuni passaggi davvero imbarazzante: un diploma di scuola media fatto passare per diploma di maturità, ore di formazione insufficienti per raggiungere anche il livello base, esami specialistici presuntamente superati, un po’ di problemi con il Covid e con la piattaforma digitale e poi la reclamata “buona fede”.
“Ciò significa che la Centrale di Committenza di Sulmona non aveva i requisiti per qualificarsi
al livello SF1 e che, attraverso la dichiarazione sulla competenza e sulla formazione del
personale della SOS ha ottenuto un punteggio ed un beneficio (la qualificazione SF1) cui
non aveva e non ha -allo stato- diritto – scrive l’Autorità -. Quanto all’elemento psicologico sotteso alla suddetta dichiarazione, si ritiene sussistente il dolo” perché sostiene l’Anac il Comune aveva tutti gli elementi e tutti gli strumenti (dalle Faq al calcolo di autovalutazione preventiva) per classificarsi correttamente per quello che è: una Cuc di seconda fascia.
Il procedimento si è concluso così a dicembre scorso con la sanzione irrogata “nei confronti del rappresentante legale della Centrale di committenza” che, essendo anche dirigente del Bilancio, ha provveduto a pagare con una determina di fine anno, ma con soldi della collettività.
La documentazione è stata ora trasmessa alla procura della Repubblica “per gli eventuali seguiti di competenza” e da qui, si presume, alla Corte dei Conti.

7 Commenti su "Bugie sulla Cuc: l’Anac sanziona il responsabile, ma paga la collettività"

  1. E nessun commento chiarificatore dal Palazzo S. Francesco.
    Non essendoci date indicate, ma leggendone il contenuto “sembra” sia un misfatto risalente a 2 amministrazioni comunali fa … e forse se ne capisce il perché di tanto MISTERIOSO SILENZIO!

    • Problemi con il COVID ci sono stati anche con l’amministrazione Di Piero e non pochi, l’elemento non è utile per capire chi stesse amministrando quando il Comune commise questo atto “ritenuto doloso” come si può leggere nell’articolo.

  2. Ma il problema nel produrre false dichiarazioni è dovuto forse al COVID?
    E se non la seconda, ma la penultima amministrazione uscente, mi cambia qualcosa?
    Una amministrazione comunale, chiunque essa sia stata e chi per loro amministra attualmente, dovrebbe o no informare e giustificare al cittadino del come vengono spesi i soldi provenienti dalle proprie tasse? In particolar modo in casi “eclatanti” come il presente?

    • è lei ad aver puntato il dito e aggiunto “forse se ne capisce il perché di tanto MISTERIOSO SILENZIO!”

      • Il mio era un “dito” puntato sull’Amministrazione Comunale, tant’è che a seguito della DELIBERA N. 493 del 10 dicembre 2025 dell’ANAC, si è aperto un procedimento disciplinare come da ulteriore articolo in questo sito.
        Attendo eventuali interessamenti e sviluppi anche da altri Organi di Controllo.

  3. È la solita storia, sempre uguale, quando ci sono di mezzo i denari pubblici.
    ” E solde fann venì a’ vista ‘e cecate”, recita un antico detto napoletano.
    E visto l’andazzo generale, converrebbe elevare ” SAN MAGNO ” a Santo patrono della nazione.

  4. bene,le Leggi pubblica amministrazione puniscono le negligenze,severamente quelle volute,i Codici Civile, Penale,Processo Amministrativo,Giustizia Contabile cosa stabiliscono? Le false/mendaci dichiarazioni/attestazioni/qualita’/ideologiche ecc. sono punite,le Leggi specifiche cosa impongono? Uno dei punti chiave :
    Falsità del Pubblico Ufficiale (Art. 476, 479, 480 c.p.): Se è il pubblico ufficiale a falsificare l’atto, le pene sono più gravi, con reclusione da 1 a 6 anni (falso materiale) o per falsa attestazione in atto pubblico (falso ideologico).
    Che fare? La Procura della Repubblica che dice ? I “virus” non sospendono le Leggi, provvedimento disciplinare ? Legalita’ diffusa per uscire dalla palude,e basta,o no?

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