Buoni spesa a bando per Pratola e Pacentro

Le modalità e i criteri variano da Comune a Comune, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: aiutare le famiglie in difficoltà dopo la chiusura forzata delle attività commerciali.

Così sia Pratola che Pacentro hanno già predisposto il bando per partecipare alla richiesta dei buoni spesa che saranno coperti dallo Stato come accaduto già a primavera per il primo lockdown.

A Pratola, dove il budget è di 58mila euro, le domande potranno essere presentate entro il 14 dicembre, per buoni spesa che vanno dai 250 ai 500 euro a seconda del numero delle persone nel nucleo familiare. Nessun vincolo patrimoniale, però, come invece accade per Sulmona, le richieste saranno istruite in una graduatoria che contempla i seguenti criteri: l’appartenenza a nuclei familiari che a seguito dell’emergenza Coronavirus hanno subìto effetti economici negativi è il primo criterio rilevante, a cui verrà data precedenza assoluta. Pertanto, potranno beneficiare del buono spesa: i nuclei familiari in cui l’unica fonte di reddito è rappresentata dai proventi della propria attività commerciale/artigianale/professionale chiusa o sospesa, anche a carattere parziale, dal Dpcm del 3 novembre scorso e dall’ordinanza del Presidente della Regione Abruzzo che ha istituito la zona rossa; i nuclei familiari in cui l’unica fonte di entrata è poi rappresentata dai redditi da lavoratore dipendente di uno o più membri presso attività chiusa o sospesa dai provvedimenti richiamati in precedenza, senza attivazione degli ammortizzatori sociali, con ammortizzatori insufficienti o attivati ma non ancora erogati; i nuclei familiari in cui l’unica fonte di reddito deriva da attività lavorativa, anche precaria, saltuaria o stagionale, di uno o più membri in attività che sono state interrotte o sospese dalle disposizioni normative; chi ha subìto una contrazione superiore al 20 per cento del fatturato di novembre 2019 nella propria attività commerciale/artigianale/professionale, anche se non è stata chiusa o sospesa. La contrazione del fatturato dovrà essere autocertificata. 

Possono inoltre presentare la domanda i nuclei familiari con reddito non derivante esclusivamente dalle attività commerciali/artigianali/ sospese o interrotte da provvedimenti di legge, ma è necessario il possesso dei seguenti requisiti per il mese di novembre 2020: non aver percepito misure di sostegno al reddito, come ad esempio cassa integrazione e assegno di disoccupazione, né redditi da lavoro, da capitale o da pensione, superiori a 500 euro in caso di nucleo monoparentale, aumentato di 100 euro per ogni componente fino ad un massimo di 1000 euro. Numero dei componenti nucleo familiare e reddito pro capite saranno presi in considerazione con necessità superiori a risorse disponibili.

 Anche chi ha redditi superiori ai limiti indicati può presentare la domanda, che verrà valutata in via residuale. Anche i nuclei familiari con percettori del Reddito di cittadinanza possono richiedere buoni spesa, ma solo a condizione che a causa dell’emergenza epidemiologica sia venuta meno la componente aggiuntiva del reddito da lavoro dipendente e/o autonomo propria o di un altro familiare, sempre con i limiti di reddito indicati per il caso 2. Fuori fa questo caso, i titolari del Rdc sono esclusi dal beneficio. 

A Pacentro, invece, c’è tempo per presentare domanda fino all’11 dicembre. Potranno fare richiesta i nuclei familiari con Isee inferiore ai 10.500 euro, quelli in carico ai servizi sociali e quelli che a causa dell’emergenza Covid si trovano in uno stato di disagio socio-economico. Le priorità saranno date a chi non ha altrti sostegni, chi ha minori o portatori di handicap a carico e a chi per licenziamento o interruzione dell’attività causa Covid si trovi ad avere un taglio del reddito, fermo restando il non avere più di 20mila euro in banca.

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