Bussi, Marsilio: “Basta palleggi di responsabilità”

Continuano le polemiche attorno alla questione della bonifica dei siti inquinati di Bussi dopo che è stata annullata l’aggiudicazione della bonifica. Si parla di 38 milioni per le discariche 2A e 2B. Sulla vicenda di Bussi – dichiara Marsilio – è ora che finisca il palleggio delle responsabilità che ha tenuto bloccato per troppi anni i 50 milioni destinati alla bonifica e alla reindustrializzazione del sito. Il sottosegretario Morassut, nel promettere che i fondi ‘rimarranno’ in Abruzzo, è costretto ad ammettere che al momento sono stati restituiti al Mef. Vogliamo sperare che il sottosegretario riesca nel suo obiettivo. Intanto è chiaro che si corre il forte rischio che il Mef, assetato di ‘coperture’ per affrontare la crisi economica in corso, si tenga a lungo fondi che non hanno una spendibilità immediata, visto che il Ministero non ha un solo progetto cantierabile. E comunque, il Ministero trasferisca i 50 milioni al suo legittimo destinatario che è la Regione Abruzzo, nominando la Regione soggetto attuatore per avviare la bonifica senza più ritardi. Solo così avremo la certezza che i fondi ‘rimarranno’ in Abruzzo”.

Rincara la dose il Forum H2O: “La mancanza di trasparenza è una delle innumerevoli stranezze di una vicenda che rischia di ritardare di 6-7 anni le bonifiche aprendo anche il rischio a ipotesi di ‘soluzioni al ribasso’ come quella del tombamento in loco dei rifiuti o, a nostro avviso, in generale meno favorevoli per l’interesse pubblico. Con la beffa che, se la procedura di revoca è basata su motivazioni così fragili (se ce ne sono altre più gravi, siano rese pubbliche), si rischia pure di dover pagare il risarcimento a chi la gara l’aveva vinta. Pertanto facciamo appello a tutti gli enti di rendere pubblica tutta la documentazione della gara e la relativa corrispondenza prima di decidere su una questione così rilevante non solo per l’Abruzzo ma per l’intero paese perché le aree contaminate della Val Pescara sono una ferita nazionale ancora aperta visto che rilasciano ancora cancerogeni a valle da anni nell’inerzia di chi deve per legge coordinare le attività: il Ministero dell’Ambiente”.

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