Cade l’aggravante mafiosa, scarcerato imprenditore

Cade l’aggravante dell’associazione mafiosa, ma restano le accuse di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori: Luca D’Alessandro, l’imprenditore trentottenne di origine napoletana arrestato il 7 luglio scorso a Campo di Giove nell’ambito dell’operazione “Affari di famiglia”, torna i libertà. Il tribunale del Riesame ha infatti accolto la richiesta del suo avvocato Angelo Piscitelli, disponendo la sua scarcerazione dagli arresti domiciliari a Bagnaturo dove si trovava dal 7 luglio scorso a casa della sua compagna.
Con lui è stato scarcerato, per gli stessi motivi, anche il socio Alessandro Cosentino, con il quale è accusato di aver “lavato” almeno un milione di euro (le intercettazioni parlano di un milione e mezzo) proventi dell’attività illecita del clan dei Senese, con cui i due erano in contatto.
I due tramite transazione da conti svizzeri avrebbero riciclato il denaro, frutto secondo la direzione distrettuale antimafia di attività di estorsioni, rapine e spaccio di droga, utilizzando in particolare una società, la ITB, con sede a Milano ed intestata ad un prestanome, ma della quale Cosentino e D’Alessandro detenevano nei fatti il controllo.
D’Alessandro si era trasferito a Campo di Giove un paio di anni fa, rilevando due attività di ristorazione. Negli ultimi tempi si era interessato all’apertura di nuovi negozi anche a Sulmona e Pratola.

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