Camera ardente nell’Aula consiliare: Bugnara aspetta il suo sindaco

Sarà allestita nell’Aula consiliare, lì dove ha passato gli ultimi dieci anni della sua vita da sindaco, la camera ardente di Giuseppe Lo Stracco, il primo cittadino di Bugnara morto sabato scorso nella clinica San Raffaele di Milano dove era ricoverato da quasi tre mesi.

Un gesto dovuto dalla comunità che amministrava e di cui Lo Stracco aveva saputo interpretare i bisogni, raccogliendo l’eredità di quello che era il suo vice e predecessore, Domenico Taglieri, che ora dovrà condurre il paese a nuove elezioni a primavera, in attesa che il ministero degli Interni compia l’atto formale di scioglimento dell’assise cittadina.

La salma di Lo Stracco dovrebbe tornare a Bugnara già domani: oggi pomeriggio, infatti, è prevista l’autopsia sul suo corpo, così come disposto dalla procura della Repubblica di Milano, che sulla vicenda ha aperto, come atto dovuto per eseguire l’esame autoptico, un fascicolo d’inchiesta contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Dovrebbe, in realtà, salvo urgenze che possano procrastinare la permanenza della salma nel capoluogo lombardo.

Bugnara, comunque, lo aspetterà: la salma sarà esposta in Comune fino al funerale che si svolgerà nella chiesa della Madonna della Pace nella frazione di Torre de’ Nolfi, dove Lo Stracco abitava. Fino ad allora il paese resterà in lutto: “Non è un’ordinanza sindacale, ovvero un obbligo – precisa il vice sindaco Taglieri – ma più un invito, anche perché potrebbero volerci giorni prima che Giuseppe torni a Bugnara. Una cosa che ho raccomandato è però quella di abbassare le saracinesche almeno quando passerà il funerale. La comunità di Bugnara è provata e sconvolta: Giuseppe era amato da tutti ed è stato un sindaco molto vicino ai bisogni di tutti”.

Ad ucciderlo, secondo l’ipotesi che dovrà essere confermata dall’autopsia, è stato verosimilmente un batterio killer che lo ha infettato probabilmente durante l’operazione chirurgica a cui si era sottoposto a settembre. Una complicazione post-operatorio che ora la procura della Repubblica dovrà accertare se ha dei responsabili. Al momento sul registro degli indagati non c’è nessuno.

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