Campagne a fuoco. Vasto incendio tra Sulmona e Introdacqua

La colonna di fumo che si fonde e confonde con le nubi velate, l’alone giallognolo che ricorda il campo di battaglia del colonnello Kilgore in Apocalypse Now. L’odore acre che trapassa i finestrini delle automobili e delle mascherine che da più di un anno proteggono i nostri visi. La cenere che scende leggera dal cielo, come se l’atmosfera fosse stata fatta a brandelli. Era questo lo scenario per chi, nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 4 luglio, viaggiava tra Sulmona e Introdacqua, dove un vasto incendio ha preso d’assalto le campagne al confine tra i due Comuni peligni.

A dare l’allarme un ragazzo che stava lavorando i campi con la propria mietitrebbia. Le fiamme sono divampate tra via Di Mezzo e via Compli, trovando terreno fertile per espandersi. Ad entrare in gioco sono stati diversi fattori favorevoli alle fiamme. Primo su tutti la vegetazione, composta soprattutto da campi di frumento, alternati da zone di erbe secche. A dar man forte, oltre al caldo afoso che andava oltre i 30 gradi, il vento che ha fatto propagare le fiamme in più punti delle campagne. L’incendio, infatti, non si sviluppava in modo omogeneo; bensì su più focolai distanziati. Il più vasto, a via Di Mezzo, è stato domato in due momenti distinti dai vigili del fuoco e dai volontari della protezione civile.

Ad aiutare i soccorsi nel non far propagare ulteriormente le fiamme è stata la strada regionale, che ha svolto il ruolo di linea tagliafuoco naturale. Le fiammate, all’altezza di Villa Gioia, hanno lambito la carreggiata, con gli automobilisti che sono letteralmente passati attraverso un cerchio di fuoco. In prima linea è sceso anche il sindaco di Introdacqua, Cristian Colasante, precipitatosi sul luogo mentre i vigili del fuoco, carabinieri e la protezione civile mettevano in sicurezza l’area. La lotta con le fiamme è durata circa due ore e, verso le 21:30, l’incendio è stato domato.

Non si sono registrati fortunatamente morti o feriti, né tanto meno allevamenti di animali vittime delle fiamme. Un vero colpo di fortuna, visto che i diversi fronti dell’incendio hanno minacciato più abitazioni, evacuate in tempo dai residenti. Rimane da accertare se la natura dell’incendio sia di natura colposa o dolosa. Su ciò stanno lavorando al momento le forze dell’ordine, ma ieri si sono rivisti gli spettri di quattro anni fa, quando ad ardere fu l’intero Monte Morrone, con una vallata intera che, impotente, ha potuto solo assistere al destino della propria montagna divenire cenere in un’agonia lunga settimane.

Un campanello d’allarme c’era stato sabato 3 luglio, quando un incendio di piccole proporzioni ha colpito la frazione di Bagnaturo, vicino alla Casamatta. Fortunatamente anche lì nessuna vittima, né tantomeno danni ingenti. Solo una coincidenza, si spera, ma la guardia deve rimanere alta in questo caldo luglio, con un’estate destinata ad essere tra le più torride degli ultimi anni. Senza dimenticarsi che dalle scintille più piccole possono nascere vampate inarrestabili.

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