Campo 78: si fanno più lunghi i tempi per il passaggio al Comune

Per sbloccare la situazione dell’ex Campo di prigionia di Fonte d’Amore (il Campo 78 per intenderci) di acqua sotto i ponti dovrà passarne ancora parecchia perchè se a ottobre scorso il Demanio attendeva un “colpo” dal Comune, ad oggi tutto è stato rimandato: l’incombenza maggiore tra i due enti (il passaggio da chiudere a stretto giro) è quella della Caserma Cesare Battisti. Resta così fermo, ancora, il progetto di valorizzazione di una delle testimonianze storiche di certo più importanti del territorio, tra l’altro uno degli esempi di campi di prigionia meglio tenuti su territorio nazionale. A far presente la situazione non proprio idilliaca per il futuro della struttura è il neo assessore alla cultura, Alessandro Bencivenga, perchè le priorità al momento sono altre, in questo caso la caserma, e perchè, con tutta probabilità, la mole d’interventi da effettuare sull’area non sono così esigui, tutt’altro.

Ci sono, ad esempio, da mettere in sicurezza le baracche al suo interno, almeno le più vecchie, qualcuna con i tetti già rinforzati grazie all’ausilio di supporti interni che non si sa quanto tempo riusciranno ancora a sopportare. La stagione invernale scorsa è stata clemente per certi versi con le scarsissime nevicate. Il futuro è, ad oggi, tutta un’incognita. Le spese da sostenere, poi, non sono decisamente definite degli spiccioli e in questo il Comune di Sulmona non potrà fare molto, in più circostanze sono state messe avanti le mani tanto che anche il Parco Nazionale della Majella ci aveva fatto un pensierino e anche un sopralluogo. L’idea, seppur vaga, è che sul campo bisognerà investire un bel po’, ma trovare i soldi è alquanto difficile.

La Fondazione per il Morrone, costituitasi ad hoc per la sua valorizzazione, di certo non è in grado di sostenere il peso di un progetto di tale portata

continuando, tuttavia, la promozione non solo dell’area, ma anche della sua storia, attraverso diverse aperture al pubblico con visite guidate e cenni storici a cura della fondazione e dell’associazione Terre Adriatiche. La prossima ci sarà domattina a partire dalle 9.45 e fino alle 12.45 con contributo volontario da destinare al fondo ricerche sui prigionieri di guerra. Non si ferma, al contrario, lo studio di ricerca storica che ruota attorno al Campo e al periodo storico di riferimento grazie agli approfondimenti dei vari ricercatori impegnati sull’argomento, un tassello dopo l’altro verso la lenta, costante costruzione di un pezzo di storia così vicina, ma allo stesso tempo ancora tutta da scoprire e metabolizzare. In questo senso la testimonianza fisica di una struttura del genere dovrebbe rappresentare una priorità per tutto il territorio, parte, inoltre, di un prezioso quadrilatero ricco di storia peligna nella piccola frazione della Badia.

Simona Pace

 

 

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