
Un articolato intervento di rigenerazione urbana da oltre 3,7 milioni di euro, ma anche una lunga serie di interrogativi amministrativi, tecnici e contabili. È quanto emerge dall’interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Insieme per Campo di Giove” all’amministrazione, in merito al piano di sviluppo per la riqualificazione dell’area sportivo-ricreativa dismessa dell’ex hotel Scoiattolo Nero.
Il progetto, approvato con le delibere di Giunta comunale del 5 aprile 2025, prevede il recupero di un’area di circa 13.000 metri quadrati con piscine all’aperto, campi da tennis, minigolf, edifici di servizio e parcheggi, da riconvertire anche in funzione della mobilità sostenibile. L’intervento rientra nel bando nazionale per la rigenerazione di aree dismesse previsto dalla legge 178/2020, con un finanziamento pubblico stimato in oltre 3,3 milioni di euro e una quota di compartecipazione comunale pari a circa 374 mila euro.
Tuttavia, secondo i consiglieri firmatari dell’interrogazione, l’iter seguito dall’Amministrazione presenta numerose criticità. In primo luogo viene messa in discussione la competenza degli organi comunali: il piano di sviluppo, documento strategico di rilievo, sarebbe stato approvato dalla Giunta anziché dal Consiglio comunale, in possibile contrasto con quanto previsto dal Testo Unico degli Enti Locali.
Altro nodo da sciogliere riguarda la disponibilità giuridica dell’area. Nonostante il Comune sia divenuto proprietario dell’ex albergo nel 2024, parte delle aree interessate dal piano risulta concessa in usufrutto e in comodato d’uso gratuito all’Associazione di Promozione Sociale “La Terra dei Sogni”. Una scelta che, secondo l’interrogazione, potrebbe non essere compatibile con i requisiti del bando, che richiede la piena proprietà pubblica degli immobili oggetto di intervento.
Dubbi vengono sollevati anche sul piano urbanistico: nella delibera di approvazione si afferma che l’area ricade in zona omogenea A1 (alberghiera), ma dai documenti del Piano Regolatore Generale risulterebbe invece classificata come “verde collettivo”, a seguito di una modifica approvata nel novembre 2024.
Non meno rilevanti le osservazioni di carattere tecnico e contabile. I consiglieri di minoranza segnalano l’assenza di un piano economico-finanziario, del cronoprogramma degli interventi e della formale copertura delle spese nel bilancio comunale. Viene inoltre contestata la procedura di verifica del progetto esecutivo, firmata anche dal RUP che ha curato la progettazione, in possibile contrasto con le norme del nuovo Codice dei contratti pubblici.
Infine, viene messo in evidenza l’affidamento successivo a una società esterna per la redazione della candidatura al bando, avvenuto dopo l’approvazione del piano e del progetto esecutivo, senza una preventiva variazione di bilancio per le spese eccedenti.
Con l’interrogazione, i consiglieri chiedono all’Amministrazione comunale di chiarire tutti i punti sollevati e di indicare quali iniziative intenda adottare per garantire la correttezza dell’azione amministrativa e tecnica.
come finire di “scapicollare” un paese che ha vissuyo momenti economici e sociali di alto libello negli anni passati. si dovrebbe lavorare tutti insieme per il bene della collettivita in un momento in cui campo di giove sta tentando di rosorgere . mah..!
Che articoli scadenti e senza senso