Cantieri e disagi, pedaggio dimezzato sull’A/14. Ipotesi terza corsia dal 2026

Un’estate al mare, ma solo dopo aver dribblato cantieri ed essere rimasti in coda per ore nell’auto bollente. Ecco perché la Regione Abruzzo, insieme ad Aspi, è dovuta intervenire per limitare i disagi che affliggono i guidatori che quotidianamente percorrono l’A/14. La riunione, convocata dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, ha visto presenti il Presidente della Regione Marco Marsilio, l’ingegner Placido Migliorino, direttore responsabile della vigilanza autostradale, l’ingegner Marco Perna, direttore del 7° Tronco di Autostrade per l’Italia e il sottosegretario alle infrastrutture, Umberto D’Annuntiis e il dirigente Emidio Primavera.

Tra le soluzioni emerse c’è la riduzione del 50% del pedaggio a tutti coloro che, in qualsiasi orario della giornata, percorrono il tratto Giulianova-Roseto e Atri-Pescara Nord. Rispetto a questa proposta di Aspi, la Regione Abruzzo ha chiesto di valutare la retroattività agli utenti commerciali che hanno subìto disagi e danni economici in questi mesi e di inserire anche la tratta tra Giulianova e Val Vibrata sulla quale insistono diversi cantieri. Su quest’ultima richiesta Aspi ha accolto la sollecitazione della Regione e già dal prossimo week end, insieme agli altri due tratti, la riduzione del pedaggio sarà attiva. Sulla retroattività, invece, Aspi si è impegnata a valutare la questione. Marsilio, inoltre, ha proposto di prolungare i lavori fino al 9 luglio, chiudendo però i cantieri nelle giornate di sabato e domenica per favorire il deflusso del week end.

Nel corso dell’incontro di oggi è stata affrontata anche la questione terza corsia. “Finalmente – ha sottolineato il presidente Marsilio – diventa un argomento concreto. Aspi ci ha presentato un primo studio ‘Ipotesi di ampliamento a tre corsie della A/14 nella tratta da Porto Sant’Elpidio a Pescara-innesto A/25’. Nel tratto marchigiano fino a San Benedetto del Tronto esiste un progetto esecutivo che poi si interruppe e non venne realizzato, progetto ormai datato che necessita di un adeguamento normativo e che non sarebbe immediatamente cantierabile. Per la tratta abruzzese è la prima volta che Autostrade comincia a lavorare sull’ipotesi che ho fortemente caldeggiato. Uno studio di prefattibilità tecnica ed economica è un fatto rivoluzionario. Sarà un percorso lungo e complesso che prevede con le norme attuali 4-5 anni per il progetto cantierabile e una decina per la sua realizzazione. L’auspicio è che nel frattempo ci sia la semplificazione e la presa di consapevolezza che questi tempi non siano compatibili con la vita delle persone. Per la tratta abruzzese uno scenario possibile è quello di realizzare nelle tratte più complesse, dove è più difficile realizzare la terza corsia, così come è stato fatto nella tratta appenninica della Firenze-Bologna e in alcuni tratti marchigiani, una nuova carreggiata in variante. L’importo stimato, in una prima approssimazione, è di cinque miliardi di euro di investimenti. Il Ministero su precisa sollecitazione delle Regioni Marche e Abruzzo ha ammesso che la lunga trattativa sulla nuova proprietà, sull’ingresso del socio pubblico ha rallentato l’argomento. Non appena si sarà costituita la nuova compagine societaria torneremo all’assalto. Ho ricordato anche in questa sede che la terza corsia va prevista sull’intera A/14, fino alla Puglia e per questo motivo ho accolto da subito la proposta della Regione Marche di riunire periodicamente questo tavolo di confronto sulla terza corsia affinché il percorso di realizzazione sia il più veloce e fluido possibile. I numeri statistici presentati da Aspi, nel periodo 2002-2018, hanno dimostrato che dove la terza corsia è stata realizzata i volumi di traffico sono incrementati mentre negli altri tratti c’è stata una diminuzione. La terza corsia porterebbe carichi di traffico e maggiori flussi economici. L’ingegner Migliorino, e lo ringrazio per questo, ha ribadito anche in questa sede che l’attuale tracciato autostradale abruzzese è un’infrastruttura vecchia e superata che oggi non risponderebbe alle norme con cui si costruiscono le autostrade, quindi assolutamente inadeguata”.

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