Caporalato, indagine nei cantieri della Valle Peligna

E’ allarme caporalato in Valle Peligna, dove il nucleo dell’ispettorato del lavoro batte palmo a palmo le imprese insediate sul territorio. Sicurezza nei cantieri, formazione per i dipendenti nel luogo di lavoro e regolari contratti sono sotto i riflettori, a seguito dell’inchiesta, aperta dalla procura della Repubblica di Sulmona. Controlli nati dopo la protesta degli otto operai egiziani, che il mese scorso erano saliti sul tetto del cantiere dell’ex albergo Lo scoiattolo nero, a Campo di Giove.

Una protesta durante la quale gli otto avevano dichiarato di aver ricevuto stipendi più bassi per un periodo di sette mesi rispetto a quanto pattuito. Dichiarazioni smentite dall’impresa che aveva mostrato i bonifici effettuati e i controlli siglati con gli otto operai sia alla guardia di finanza di Sulmona che al nucleo ispettorato del lavoro.

Gli ex operai, ai quali la ditta aveva pagato anche vitto e alloggio nelle abitazioni nel centro peligno, erano finiti sul registro degli indagati per occupazione di cantiere e violenza privata per essere saliti sul ponteggio e aver buttato giù le tegole, pretendendo somme arretrate per 30mila euro. L’estorsione invece era stata ipotizzata dall’impresa con una denuncia di parte. Le indagini si erano poi allargate anche alle condizioni lavorative descritte dagli operai in una lettera di protesta.

In loro sostegno sono intervenuti i colleghi, molti dei quali domiciliari nell’ex motel Salvador di Sulmona e tutti alle dipendenze di ditte operanti in Valle Peligna. Ad alzare la voce è l’associazione El Nour di Say El Nakhal, imprenditore egiziano, domiciliato a Sulmona da venticinque anni. El Nakhal denuncia di essere stato contattato da operai pagati 800 euro al mese, nonostante svolgano mansioni superiori.

“La nostra associazione – spiega – è diventata negli ultimi tempi un ponte tra gli operai in difficoltà e le organizzazioni sindacali. Abbiamo quindi aiutato questi lavoratori a interagire con i sindacalisti per approfondire le singole questioni”.

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