Carcere di Sulmona: un assegno per le vittime di aggressione

La cifra non è esorbitante e in realtà copre solo in parte le differenze retributive che un infortunio sul lavoro comporta, con l’allontanamento forzato per circa sei mesi dal posto di lavoro.

Ma quello deciso per gli agenti di polizia penitenziaria di Sulmona è un segnale, un simbolo e un invito al governo, ora, a riempire di contenuti e soldi l’idea.

Un gettone una tantum di 120 euro per i poliziotti aggrediti, vittime cioè di violenze dietro le sbarre. Un contributo che i sindacati hanno deciso di pescare dal fondo per i servizi istituzionali che ogni struttura regola a livello decentrato.

Il carcere di Sulmona è il primo in Italia a riconoscere quindi una sorta di risarcimento morale per gli agenti aggrediti, “è anche un modo per mostrare vicinanza ai colleghi – spiega Mauro Nardella della Uil – e per dare un segnale anche ai detenuti sul fatto che siamo uniti e solidali”.

Dai 35mila euro che saranno distribuiti agli agenti in base alle presenze, ai turni e all’efficienza, quindi, una parte sarà destinata alle vittime di aggressione.

Lo scorso anno sono stati 6 gli agenti a Sulmona a rimanere vittime dell’intemperanza dei detenuti, quelli almeno riconosciuti formalmente con diagnosi di danni, fisici e psicologici, da parte delle autorità sanitarie.

“Si è aperta una finestra alla quale ci auguriamo si affacciano ora i parlamentari – commenta il sindacato – affinché tale riconoscimento economico non solo lo rilancino con fondi più appropriati ma lo rendano strutturale”.

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