
Allarme sicurezza e tensione crescente nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove continuano a registrarsi proteste, episodi di violenza e gesti estremi. Da giovedì, infatti, i detenuti del penitenziario peligno hanno avviato una protesta pacifica contro una direttiva ministeriale che, a loro dire, introdurrebbe trattamenti ritenuti inumani. Tant’è che ieri, una delegazione della Camera Penale, dopo un sopralluogo nella casa circondariale ovidiana, ha chiesto lumi al Dap e al provveditore regionale, in merito alle criticità emerse nelle ultime ore.
Il clima dietro le sbarre si è fatto sempre più teso. L’ennesimo episodio si è verificato ieri: un recluso, dopo aver alzato i toni durante un confronto, ha aggredito un agente di polizia penitenziaria. Il poliziotto è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, dove è rimasto sotto osservazione. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi.
A presidiare la struttura sono stati gli agenti della polizia penitenziaria, impegnati anche in turni straordinari per mantenere il controllo della situazione. Ma la notte non ha portato calma. Questa mattina, intorno alle sei, un detenuto di circa quarant’anni è stato trasferito in codice rosso al pronto soccorso cittadino. Secondo quanto trapela, l’uomo avrebbe ingerito del detersivo in segno di protesta contro le nuove disposizioni. I medici lo hanno sottoposto agli accertamenti del caso, trattenendolo in osservazione.
Nel mirino dei detenuti ci sono le nuove regole organizzative: prenotazione obbligatoria per accedere alla doccia, alla sala hobby e persino per effettuare le videochiamate con i familiari. Inoltre, nei bagni interni alle celle non sarebbe disponibile acqua calda. Misure ritenute insostenibili dalle associazioni, che chiedono una revisione immediata della direttiva per evitare ulteriori disordini in un istituto già alle prese con il problema del sovraffollamento.
Intanto anche il Comune di Sulmona si muove. L’amministrazione comunale, su impulso dei consiglieri di Sulmona al Centro e Noi Moderati, ha avviato l’iter per ripristinare la figura del garante comunale dei detenuti, che sarà designato nei prossimi mesi dal consiglio comunale. “Si tratta di una figura già esistente, che è cessata però nel 2008. Per questo stiamo lavorando per ripristinarla”- sottolinea la consigliera comunale Simona Fusco che è anche componente della camera penale.
Un segnale istituzionale che punta a riportare dialogo e monitoraggio in una realtà sempre più complessa.
ulteriore costo per la comunità. piuttosto, come siamo messi con la manutenzione di strade e soprattutto dei marciapiedi? ai disabili chi ci pensa?