Carcere sovraffollato, detenuti impossibilitati alla quarantena se affetti da Covid

Il carcere di Sulmona è colmo. A denunciarlo è il segretario della UIL PA PP L’Aquila, Mauro Nardella, che già un paio di settimane fa aveva enumerato la tempesta di disagi che si vive dentro la struttura di reclusione peligna. Si chiedeva una diminuzione di detenuti dietro le sbarre, e invece in poco meno di quattordici giorni il numero di reclusi è aumentato da 429 a 440.

Un numero insostenibile e ben al di sopra della soglia limite fissata a 329. A risentirne sono sia gli agenti di polizia penitenziaria, sia gli stessi carcerati. Questi, infatti, sono impossibilitati a poter incontrare i propri familiari. Infatti, non essendoci abbastanza celle disponibili, molte volte sono impossibilitati ad avere uno spazio singolo nel quale trascorrere il periodo di quarantena se infetti dal Covid.

Un gioco al “massacro”, come spiega Nardella che sta di fatto portando grossi malumori tra la popolazione detenuta e tra gli addetti ivi operanti.

“I motivi non mancano – aggiunge Nardella – visto che ad essere compressi per non dire compromessi sono i diritti sanciti da precise norme in materia Penitenziaria. Si pensa all’impossibilità per i detenuti provati psicologicamente, tra i quali anche diversi ergastolani, di poter vivere la loro carcerazione in cella singola. Cosa dire poi delle decine e decine di detenuti ( 32 per l’esattezza) che pur avuto concesso un permesso di necessità a loro attribuito per gravi ed eccezionali motivi di carattere familiare attendono da mesi di vedersi assecondati nel loro diritto. Il tutto perché a causa del sovraffollamento non vi sono più celle disponibili per tali evenienze”.

“È vero che non è un diritto inalienabile per gli ergastolani quello di vivere la loro detenzione in camera singola – spiega il segretario UIL PA PP – ma è pur vero che l’art. 6, c.5 del decreto legislativo 124/2018 non lo esclude del tutto visto che così recita: ” fatta salva contraria prescrizione medica e salvo che particolari situazioni dell’istituto non lo consentano, è preferibilmente consentito al condannato alla pena dell’ergastolo il pernottamento in camere ad un posto, ove non richieda di essere assegnato a camere a più posti”.

“Resta il fatto però – conclude Nardella che 32 detenuti non riescono ad andare a fare visita ai loro familiari gravemente ammalati perché non vi sono spazi sufficienti per consentire loro di effettuare la quarantena Covid. Una cosa certa è che  il sovraffollamento di danni ne sta facendo a Sulmona e li sta facendo per i diritti compressi ai detenuti e per i nervi distrutti agli operatori penitenziari. Intanto il cappio del sovraffollamento si stringe sempre più e il gioco al “massacro” continua. La UIL si augura e per il bene di tutti che l’Amministrazione penitenziaria inverti la rotta”.

La stessa organizzazione sindacale ha chiesto l’intervento del Garante delle persone private della libertà personale Gianmarco Cifaldi affinché si concorra tutti a ripristinare condizioni di legittimità. Nei prossimi giorni è prevista una sua visita.

1 Commento su "Carcere sovraffollato, detenuti impossibilitati alla quarantena se affetti da Covid"

  1. Ancora Co sto covid? E jamm…

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