
“Basta a turni di servizio massacranti, a straordinari non pagati, a richieste di espletamento di più mansioni ed altro ancora. Non è possibile poggiarsi ancora sullo spirito di sacrificio di uomini e donne arrivati ormai allo stremo”. È un appello accorato quello lanciato dal segretario provinciale Cnpp-Spp Gaetano Consolati sul carcere di Sulmona dove, come dichiara lui stesso, “malgrado l’allontanamento del comandante, la situazione resta molto pesante”.
“Si è aperto il nuovo padiglione a marzo 2025 – spiega Consolati – garantendo il restauro dei padiglioni vecchi e malconci e l’arrivo di nuovo personale, ma, finita la tinteggiatura di base si è deciso di iniziare, lo scorso giugno, ad accogliere nuovi detenuti”. Così, in concomitanza con il piano ferie del personale, il numero dei ristretti è passato dai 450 di allora ai circa 600 di oggi, a fronte della presenza di appena 243 poliziotti penitenziari in servizio nella struttura. Una situazione che da allora è solo peggiorata, ribadisce il dirigente sindacale per il quale “il dato preoccupante è il numero di agenti fermo sempre a 243 unità, almeno 50 unità in meno per un istituto tra i più grandi per capienza di detenuti di alta sicurezza”.
Carenze di organico che insieme a carenze strumentali e di formazione rendono il futuro della polizia penitenziaria sempre più buio, non solo a Sulmona. “Per quanto tempo ancora bisogna sfruttare la serietà, le competenze e lo spirito di sacrificio di questi agenti? Perché per una volta le volontà politiche non alimentano la crescita in termini di sicurezza prima dei poliziotti?” domande alle quali Consolati risponde invocando “misure urgenti e opportune per riportare quel clima di sicurezza e dignità all’interno degli istituti di pena”. Un clima degno di poliziotti che, come quelli di stanza a Sulmona, “non si sono persi mai d’animo, tanto da riuscire a impedire traffici illeciti di vario genere, dall’introduzione di sostanze stupefacenti, al rinvenimento e al sequestro di centinaia di apparecchi telefonici”. Guardando loro, conclude il dirigente Cnpp-Spp Gaetano Consolati, “mi sento di fare un plauso a tutti gli appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria per i risultati conseguiti anche se al prezzo di enormi sacrifici che spesso fuorviano dalle indicazioni del Contratto Collettivo di Lavoro” .
Condivido. Ci vorrebbero più elezioni, almeno possiamo staccare un pochino.
ovvoamente pausa pagata….
Renato condivido anch’io il Tuo pensiero…