
Il carcere di Carcere di Sulmona sarebbe vicino al collasso operativo. A denunciarlo è il segretario nazionale del sindacato Cnpp-Spp, Mauro Nardella, che parla di una situazione ormai “non più sostenibile” e chiede un intervento urgente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
L’istituto peligno, tra i più rilevanti a livello nazionale – e tra i più delicati per la tipologia di detenuti ospitati, vists l’alta presenza di affiliati a mafia, camorra e ndrangheta– conta attualmente 670 reclusi, tutti appartenenti al circuito di Alta Sicurezza, compresa una componente di collaboratori di giustizia. Un numero cresciuto sensibilmente negli ultimi due anni, anche a seguito dell’inaugurazione di un nuovo padiglione che ha comportato un aumento di oltre 250 detenuti.
A fronte di questo incremento, però, non è stato corrisposto un adeguato potenziamento dell’organico di polizia penitenziaria. Secondo i dati forniti da Nardella, per il ruolo agenti e assistenti il decreto del Capo Dipartimento del 23 febbraio 2024 prevede una dotazione di 210 unità (194 uomini e 16 donne). La forza operativa reale, tuttavia, si fermerebbe a 174 unità complessive (153 uomini e 21 donne), con una carenza di 36 agenti pari a un deficit del 17,14%.
Il quadro si aggraverebbe ulteriormente considerando il personale effettivamente disponibile per i turni di servizio, al netto di congedi, malattie e distacchi: in questo caso gli agenti realmente impiegabili scenderebbero a 135 (118 uomini e 17 donne). Una riduzione che, secondo il Cnpp-Spp, renderebbe “matematicamente impossibile” coprire tutti i posti di servizio garantendo adeguati livelli di sicurezza.
La denuncia è stata formalizzata con una nota indirizzata ai vertici del Dipartimento, in cui Nardella sottolinea come la carenza di organico metta a rischio non solo l’ordine interno dell’istituto, ma anche l’incolumità degli operatori e il rispetto dei diritti contrattuali del personale.
“Non è più possibile garantire il livello minimo di sicurezza”, si legge nella nota, che invoca l’invio straordinario e immediato di almeno 50 unità di polizia penitenziaria. Un intervento definito “non più procrastinabile”, pena – secondo il sindacato – il collasso definitivo della struttura.
Intanto prosegue lo stato di agitazione del personale iscritto al Cnpp-Spp.
Sulla situazione critica della casa di reclusione sulmonese si è espressa anche la FP Cgil, con un comunicato inviato al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), al Prefetto dell’Aquila, al Sindaco di Sulmona, al Provveditore regionale e alla Direzione dell’istituto, oltre che alle strutture sindacali. Gino Ciampa, coordinatore regionale FP Cgil, mette in evidenza uno squilibrio ormai strutturale tra organico disponibile e numero di detenuti presenti.
Secondo quanto riportato dal sindacato, la pianta organica definita nel 2024 prevedeva 274 unità complessive, calcolate su una presenza media di 450 detenuti. Attualmente, però, gli agenti effettivamente in servizio sarebbero 226, mentre la popolazione detenuta avrebbe raggiunto circa 665 unità dopo l’apertura di un nuovo padiglione, in larga parte destinato a detenuti di Alta Sicurezza.
Per la FP CGIL la situazione è “gravissima” e rischia di compromettere la gestione dell’ordine e della sicurezza dell’istituto. Il personale, si legge nella nota, sarebbe costretto a sopperire alle carenze con turni e carichi di lavoro sempre più pesanti, in un contesto definito di “enorme sofferenza operativa”.
Il sindacato chiede quindi l’immediato adeguamento della pianta organica, l’invio di un congruo numero di agenti di Polizia Penitenziaria e il blocco temporaneo dell’assegnazione di nuovi detenuti. In assenza di risposte concrete, la FP CGIL Polizia Penitenziaria annuncia lo stato di agitazione e l’avvio di tutte le iniziative necessarie a tutela del personale.
si, si , 50 agenti!!!! 100 !!!
ma per favore!
dove sono i 18 uomini e le 4 donne?