Carenza di organico e rischio infiltrazioni, la Uil Pa scrive al prefetto

La Uil Pa torna a parlare di carenza di personale al carcere di Sulmona a tutti i rischi che si aggiungeranno con l’apertura del nuovo padiglione prevista per marzo 2020.

Tra le situazione maggiormente da tenere sotto controllo, e denunciate al prefetto, c’è quella di infiltrazioni mafiose perché, dal sindacato chiedono di “verificare, stante il conseguente aumento che ne deriverà di familiari e loro accompagnatori i quali, per far fronte ai colloqui visivi con il proprio congiunto recluso faranno accesso nel territorio, se gli organici delle restanti forze armate insistenti nel territorio interessato siano sufficienti a contrastare l’eventuale (ci auguriamo mai) effetto collaterale determinato dallo status posseduto dai alcuni familiari o, come detto, loro accompagnatori e dei quali sarebbe opportuno valutarne la possibile digressione criminale”.

D’altronde la situazione dell’organico non è delle più idilliache, e in verità già denunciata più e più volte. Il problema, dunque, si è spostato anche sulla turnistica, dalle 6 ore di contratto alle 8 standard senza considerare che tanti agenti, denuncia la Uil, hanno oltrepassato i 50 anni. “Tale situazione – prosegue il sindacato – è foriera di non positive conseguenze non solo per la guarentigia dei diritti soggettivi dei poliziotti ma anche per il mantenimento della sicurezza che sappiamo essere condizione essenziale in questi casi”.

Con il nuovo padiglione, inoltre, aumenteranno i detenuti di 200 unità “che si sommerebbero rispetto ai circa 430 ad oggi ristretti e tutti di elevata estrazione criminale”, perciò necessario è un adeguamento organico di poliziotti penitenziari, educatori e molti altri attori rientranti nello scenario lavorativo del penitenziario in oggetto.

La Uil chiede al prefetto “un personale interessamento alla causa e l’attivazione di un tavolo volto a ricercare una soluzione condivisa sulla delicata vicenda”.

S. P.

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