Caro energia, Abruzzo diviso in zone climatiche. Sulmona e Pratola Peligna in fascia D

La crisi energetica si fa sentire in ogni latitudine della penisola italiana, e l’Abruzzo anche avverte le ripercussioni sul caro dell’energia. Non tutti i territori della regione, però, hanno le stesse necessità, almeno a livello di riscaldamento. Essendo quella abruzzese una regione divisa tra montagna, collina e costa, ecco che ogni Comune fa storia a sé, ed è difficile fare un discorso omogeneo per l’intero comprensorio regionale.

Per far fronte alla crisi energetica, il decreto legge dello scorso 6 ottobre ha ridotto di 15 giorni il periodo di accensione dei riscaldamenti a gas e abbassato di un’ora giornaliera la durata massima prevista. Nello specifico, per ciascuna zona climatica, questa riduzione verrà attuata posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 quella di fine. Con nuovi limiti, diversificati tra le zone climatiche “più calde” e quelle “più fredde”. Restano fuori da qualsiasi limitazione i comuni in zona climatica F, cioè quelli con maggiore necessità energetica. L’Abruzzo è l’ottava regione italiana per quota di comuni in questa categoria, nonché la prima del centro-sud. Lo precedono solo regioni dell’Italia settentrionale.

Quasi un Comune su dieci si trova in Zona F. In particolar modo, il territorio peligno-sangrino è ricco di Comuni che, appunto, vedranno poche limitazioni a causa della fascia climatica più fredda. Pescocostanzo, Rocca Pia, Rivisondoli (Comune che necessità di più energia nell’intero comprensorio, pari a 3.651 Gradi giorno) e Roccaraso finiscono in Zona F, e con loro anche Scontrone, Barrea, Villetta Barrea, Alfedena, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli. E’ particolare la situazioni di Comuni molti vicini tra loro ma in Zone climatiche diverse. Scanno e Campo di Giove, ad esempio, saranno in Zona F, mentre i rispettivi “vicini”, Villalago e Cansano, finiscono in Zona E nonostante il clima non sia particolarmente clemente anche per loro.

In Zona E anche Pettorano sul Gizio, Bugnara, Introdacqua, Pacentro, Palena, Ateleta, Castel di Sangro, Prezza, Anversa degli Abruzzi, Cocullo, Goriano Sicoli, Castel di Ieri, Roccacasale, Molina Aterno e Castelvecchio Subequo. Questi Comuni non sono freddi come i precedenti, ma comunque le temperature tendono ad essere molto basse. Proprio per questo motivo, la Legge prevede la possibilità di tenere accesi i riscaldamenti centralizzati dal 22 ottobre al 7 aprile per una durata giornaliera massima di tredici ore.

Finiscono in Zona D, invece, Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Corfinio, Vittorito e Popoli. La Zona D include Comuni con Gradi Giorno tra 1.401 e 2.100 per le quali è prevista la possibilità di tenere accesi i riscaldamenti dal 8 novembre al 7 aprile di ogni anno per una durata giornaliera massima di undici ore

11 Commenti su "Caro energia, Abruzzo diviso in zone climatiche. Sulmona e Pratola Peligna in fascia D"

  1. L'Avanguardista | 24 Ottobre 2022 at 16:10 | Rispondi

    Ma quale limitazione, chi ti viene a controllare a casa tua quando accendi o spegni, quale temperatura metti. Vedo questa cosa molto ridicola.

    • Ma infatti il decreto é di fatto concepito per regolare gli immobili con riscaldamento centralizzato, gli uffici, le attività produttive, non tanto gli appartamenti con riscaldamento autonomo, per i quali il controllo sarebbe impossibile.

      • Il controllo è facilmente possibile con il termometro laser puntato su una finestra, e dalla strada si può sapere la temperatura interna e se i riscaldamenti sono accesi.Oppure con gli infrarossi. Quindi nessuno può fare il furbo perché esiste nuova tecnologia per gli accertamenti.

        • American sniper | 25 Ottobre 2022 at 12:56 | Rispondi

          Ce lo vedo io il tecnico che spara il laser ad una finestra del quinto piano…

        • La legge dice “Temperatura media” delle singole stanze…. già per questo la valutazione “a vetro” è inattendibile. Se poi aggiungamo anche le varie variabili: calore della facciata dovuto all’irraggiamento, influenza del vetro come è stato colpito dalla luce, incertezza delle misure, tolleranza dello strumento, errori sistematici ed accidentali ecc. questo genere di verifiche ha la stessa validità di un rilievo topografico fatto da Google Earth senza stazione totale.

  2. Con la pantomima hanno innescato un meccanismo emergenziale che, grazie al tacito assenso degli italioti, potrà essere riproposto per qualsiasi emrgenza tireranno fuori dal cilindro. Zone colorate per poter uscire di casa ed ora zona per utilizzare l’energia.
    Tutto ovviamente, per farci digerire in tempi brevi la “politica green”… che di green, ha una beata fava!

  3. Chi ha l’autonomo fa’un po’ come gli pare ma chi più accenderà più pagherà.

  4. Carmine Cappelletti | 24 Ottobre 2022 at 21:08 | Rispondi

    Se si intalla una fascia unica h 24 a 19 gradi si risparmierebbe nella riaccensione per riportare la temperatura a livello di 19 gradi . Potrebbe essere una proposta interessante.

    • Veramente dipende dal tipo di impianto, dalla geometria del fabbricato, dall’isolamento termico, dai materiali utilizzati e dal tipo di regolazione prevista (termostato di caldaia, cronotermostato ON-OFF, cronotermostato modulante, centralina climatica, valvole termostatiche o loro combinazione) e per ultimo anche dall’utenza: se presente continuamente nell’arco della giornata o a determinate fasce orarie. Un discorso assoluto non è possbile farlo e un errore di valutazione può comportare costi non proprio indifferenti.

  5. Nessuno ti viene a controllare io accendo dall’inizio di ottobre e non mi frega niente la bolletta la pago io non la paga nessun altro e quindi io accendo di freddo non muoio.e se mi viene a controllare qualcuno non ha diritto di entrare a casa mia violazione di domicilio e privacy.

  6. Ormai prendere la residenza in questi comuni disagiati (classe D/E..) e come acquistare un frigorifero di 10 anni fa classe F.
    Quindi ho si attuano politiche fiscali che comportano agevolazioni per i residenti altrimenti in 10 anni lo spopolamento sarà ancora più veloce

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