Casa Santa: “Governance illegittima”. Il consiglio comunale contro la Regione

L’ordine del giorno è stato sottoscritto all’unanimità, ma non è stato neanche letto nell’ultimo consiglio comunale. Il sindaco lo ha fatto proprio e con lui, di fatto, maggioranza e opposizione. “Dato per letto” ha suggerito il presidente del consiglio comunale di Sulmona Franco Di Rocco, perché i panni che lavava quel testo erano di quelli da tenere in casa.

Alla Casa Santa, nello specifico.

Eppure, a leggerlo, quell’ordine del giorno è una mina vacante che rischia di esplodere politicamente e amministrativamente da un momento all’altro.

Perché nei fatti si denuncia la sostanziale illegalità nella quale opera, ormai da quasi un anno, la Asp2, ovvero quella della Casa Santa dell’Annunziata.

Uno “stato di cose sicuramente anomalo e istituzionalmente inaccettabile in quanto mina quelli che sono i principi cardine dell’attività amministrativa quali in particolar modo la trasparenza, l’imparzialità, nonché la collegialità delle decisioni da prendere e attuare – si legge nel documento – un grave segnale di disattenzione istituzionale” che “espone l’ente a rischi concreti sotto il profilo della legittimità degli atti adottati, con possibili conseguenze di natura amministrativa, contabile ed economica”.

Il dito è puntato in particolare contro la Regione, quella della “filiera amica”, che da aprile scorso, quando si dimisero i due consiglieri di amministrazione dell’ente, Angelo D’Agostino e Goffredo Giannandrea, per potersi presentare alle elezioni, non ha più provveduto né a nominare, né ad avviare l’iter, per la ricomposizione dell’organo di governo dell’Asp.

Al comando è rimasto di fatto solo il presidente Aldo Russo che, nei fatti, sta operando da oltre otto mesi in modo monocratico e senza titoli commissariali (come pure era successo al suo predecessore Armando Valeri). Un generale senza truppe e senza stellette, insomma, che non potrebbe in teoria neanche sovrintendere all’ordinaria amministrazione. Non per un lasso di tempo così lungo almeno.

“Gli atti che il Presidente ha assunto dalla fine di aprile 2025 ad oggi con un CdA decapitato, potrebbero, ai sensi dell’art. 21septies L. 241/1990, essere affetti da vizi di legittimità per incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere – si legge nell’ordine del giorno – con la conseguenza che potrebbero essere dichiarati illegittimi e quindi annullabili, prestando così il fianco a delle impugnazioni in sede giudiziale, se non addirittura nulli e quindi privi di efficacia”.

Non che si intraveda, almeno pubblicata sul sito dell’ente, questa grande attività della Asp, con l’ultima determina firmata dal presidente Russo che risale al 3 giugno.

Con la particolarità, però, che ora l’opera prestata nelle Asp è diventata retribuita grazie ad una legge emanata dalla Regione ad agosto e recepita ad ottobre scorso: 2760 euro al presidente e 1656 euro ai consiglieri. Al mese ovviamente. Tre rispettabili stipendi da sistemare.

1 Commento su "Casa Santa: “Governance illegittima”. Il consiglio comunale contro la Regione"

  1. Piatto ricco, mi ci ficco!

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