
Casa cercasi (ancora) per i vigili del fuoco di Sulmona che ritentano con l’avviso pubblico per una nuova sistemazione, lontano dalla caserma in via circonvallazione occidentale. Ieri è stato reso pubblico l’avviso, al cui interno figurano tutte le caratteristiche che dovrà possedere la nuova sede dei pompieri sulmonesi. L’ubicazione, anzitutto, sul territorio comunale ovidiano, centrale ma collocata in un’area dotata di un elevato grado di accessibilità.
Uffici, magazzino ed autorimessa, infatti, dovranno essere vicini alle principali linee di trasporto pubblico urbano e delle vie di comunicazione stradale. Accessi indipendenti riservati ai cittadini e una struttura sismicamente adeguata (classe d’uso quarta) sono le altre richieste nell’elenco per una caserma ideale. A valutare le singole offerte sarà lo stesso comando. Di obblighi per la stipula di un contratto, però, i caschi rossi non ne avranno. L’avviso, infatti, è di carattere conoscitivo, così come quello pubblicato nel 2020. Cinque (quasi sei, ormai) anni fa arrivarono quattro proposte. Tra queste, anche l’immobile messo ad disposizione dall’Asp 2.
Un’ipotesi ancora calda per l’amministrazione comunale, che vorrebbe proseguire il percorso intrapreso, a inizio estate, dall’ex assessore Alessandro Pantaleo.
I parametri erano stati definiti, con una disponibilità di un minimo di 10mila metri quadri fino ad un massimo di 15mila. L’ostacolo potrebbe essere il costo, ritenuto eccessivamente oneroso dal sindaco sulmonese, Luca Tirabassi. In quel di palazzo San Francesco, già il mese scorso, non chiudono alcuno spiraglio. Anzi, tutte le ipotesi sono al vaglio per regalare ai pompieri ovidiani una nuova sistemazione, oltre sessant’anni dopo aver preso le chiavi dello stabile di proprietà della Provincia dell’Aquila.
Dopo anni, decenni, di annunci e cercasi. Non proprio un pronto intervento.
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