Castel di Sangro: “Che l’archivio resti qui”

L’archivio comunale da Castel di Sangro non si muove, non deve. A chiederlo, in occasione dei lavori di miglioramento sismico previsti sulla struttura del municipio e che comporteranno inevitabili spostamenti, sono i consiglieri Raffaella Dell’Erede e Diego Carnevale. I due scrivono alla Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Abruzzo e del Molise per scongiurare il trasferimento dei documenti conservati nell’archivio, già affidato alla ditta “Cisia Progetti S.R.L.” di Mosciano Sant’Angelo, per circa 11mila, euro ai quali vanno aggiunti 427 euro al mese più iva per la loro custodia, più quelli per l’eventuale consultazione. Insomma, diventerebbe tutta una spesa, mentre l’idea dei due consiglieri è quella di approfittare del trasferimento per dare una bella riorganizzata all’archivio stesso attraverso una catalogazione dei documenti, soprattutto di quelli storici.

Dell’Erede e Carnevale propongono, così, la formazione di un gruppo impegnato sul recupero,

l’inventario e la catalogazione del materiale documentario e librario del Comune “Ai fini di una esatta ricognizione e per evitare la dispersione del patrimonio culturale della Città” scrivono nella richiesta protocollata  nella quale si richiede, tra l’atro, di inserire l’argomento tra i punti del prossimo Consiglio comunale. I consiglieri propongono ancora che le risorse economiche, previste per il trasferimento, siano dirottate sulla formazione di due giovani alla professione archivistica e bibliotecaria, aspetto che potrebbe essere curato dal gruppo di lavoro suddetto. Questo, dunque, per arrivare ad avere un “vero e proprio Archivio Storico della Città di Castel di Sangro con fondi di pregio e fortemente caratterizzanti l’identità della Città”.

In attesa di arrivare a conclusione del progetto prospettato, i due consiglieri avanzano l’ipotesi di sito temporaneo nel piano sovrastante i locali dell’Agenzia delle Entrate di via Costa Calda, ex Palazzo del Principe. D’altronde le risorse umane a disposizione del Comune,  da dedicare alle attività archivistiche e documentarie, ci sono già, come i dipendenti comunali ad esempio e le stesse risorse politiche. Dell’Erede rappresenta una di queste con un titolo, nello specifico, di Archivistica e Biblioteconomia, disposta a mettere a disposizione le proprie competenze a carattere volontario.

S.P.

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