Centomila euro dallo zio infermo: avvocata imputata per circonvenzione d’incapace

Circa centomila euro in ottantotto assegni che uno novantenne, con grave infermità psichica, avrebbe corrisposto alla nipote. L’accusa arriva dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla, ed è mirata contro un’avvocata del foro di Pescara, una sessantenne, che dovrà rispondere di presunta circonvenzione d’incapace.

La donna avrebbe approfittato per un decennio di quell’anziano parente che le avrebbe consegnato sia deleghe bancarie, sia un ingente quantitativo di denaro spalmato negli anni. Un abuso, da parte dell’avvocata, di quella patologia, cronica, che portava lo zio ad una condizione di vulnerabilità. La malattia dell’uomo, infatti, ne ha compromesso le capacità cognitive, sociali e l’autonomia personale.

Una convergenza di situazioni favorevole per approfittare della fragilità dell’uomo. Conti bancari a disposizione, così come il denaro contenuto all’interno di essi da poter ritirare e spendere. La cifra, sottratta tramite oltre ottanta assegni, sarebbe di 95.300 euro, incassati regolarmente allo sportello, tra il 2011 e il 2020, a Castelvecchio Subequo.

La palla ora passa al giudice, che dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura e stabilire se vi siano gli elementi sufficienti per l’apertura del processo. Il gup del tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 22 aprile.

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