Centrale e metanodotto tra le strutture approvate dal parlamento europeo, No Hub: “Imbroglio verde”

Ci sono anche il metanodotto e la centrale a spinta Snam tra le strutture energetiche a gas finanziabili (32 in tutto) che il parlamento europeo ha approvato nei giorni scorsi. Per l’Italia ci sono anche il TAP, l’Eastmed (da Cipro al Salento) , il gasdotto che collegherà Malta a Gela e quello Ungheria – Italia via Slovenia. Il provvedimento è stato approvato con 443 voti favorevoli, 169contrari e 36 astenuti. Hanno votato contro i Verdi e il M5S, mentre il PD ha votato a favore.

L’”imbroglio” di una Europa verde secondo il coordinamento No Hub del gas, “ipocrisia” del programma “Green Deal” “annunciato con enfasi dalla nuova Commissione Europeapresieduta da Ursula von der Leyen secondo cui verranno spesi 1000 miliardi di euro per la riconversione ecologica dell’economia al fine di azzerare le emissioni da fonti fossili entro il 2050” scrive il coordinamento.

Un totale di progetti da 29 miliardi di euro per il 50 per cento finanziato dai contribuenti: “In questo modo una grande quantità di denaro pubblico verrà destinata ad opere costose ed inutili che andranno ad aggravare l’emergenza climatica, quando invece l’Europa dovrebbe investire in efficienza energetica e fonti rinnovabili. Con questa scelta l’Europa viene condannata a bruciare combustibili fossili per generazioni, in aperto contrasto con l’accordo di Parigi del 2015 che impegna le Parti a contenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali”.

Soprattutto quando secondo l’ultimo rapporto di Artelys – società internazionale di consulenza specializzata nel settore dell’energia – “le infrastrutture esistenti bastano a garantire la sicurezza delle forniture energetiche per l’Europa, alla luce degli obiettivi energia-clima al 2030 in cui si prevede una riduzione del 29% della domanda complessiva di gas. L’attuale infrastruttura di gas in Unione Europea è sufficiente a soddisfare una varietà di scenari di domanda futuri nell’UE-28 anche nella eventualità di casi estremi di interruzione dell’offerta”.

Oltre a nuove infrastrutture e ai danno sull’ambiente, i progetti, secondo No Hub, avranno una ricaduta economica sulle bollette e quindi nelle tasche dei cittadini.

1 Commento su "Centrale e metanodotto tra le strutture approvate dal parlamento europeo, No Hub: “Imbroglio verde”"

  1. Ursula von der Leyen …ma non l’avete votate anche VOI, boccaloni del M5S?
    Sono uccelli paduli amari ma ve li dovete incorporare e pure fischiettando.

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