Cgil all’Abruzzo Pride: “Difendiamo i diritti”

È necessario che sia un momento in cui tutta la società riscopra la propria umanità, superando discriminazioni ed odio. Così Cgil Abruzzo e Filcams Cgil Abruzzo e Molise annunciano la loro partecipazione alla manifestazione che sabato 21 giugno porterà l’Onda Pride nella nostra regione. Precisamente ad Avezzano dove dalle ore 15 in piazza Risorgimento partirà la mobilitazione a sostegno di coloro che si battono affinché siano garantiti diritti e dignità a tutte le persone, sempre e ovunque. Come spiegano da Cgil e Filcams anche che quest’anno hanno aderito con convinzione e impegno fattivo all’evento abruzzese.

“Il mondo del lavoro scende in piazza al fianco della comunità Lgbtqia+ per continuare ad affermare la necessità di leggi che non discriminino le persone in base all’identità di genere e all’orientamento sessuale, soprattutto nei Paesi, come il nostro, in cui i diritti sono costantemente negati”, aggiungono i sindacati ricordando che “la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione impone di allargare le maglie della tutela per lavoratori e lavoratrici estendendo le garanzie anche all’identità di genere”.

Presenti con un loro carro colorato e danzante, Cgil e Filcams invitano tutti a partecipare ad “una giornata di rivendicazioni, di lotta, di festa di liberazione”; una mobilitazione che, aggiungono, “assume un senso ancora più grande in un momento in cui la libertà di manifestare ed esprimere dissenso viene messa in discussione dalle destre estreme nel nostro Paese e in molte parti del mondo”. Un appuntamento per ricordare quanto sia importante esserci non solo nel mondo del lavoro ma anche, concludono Cgil Abruzzo e Filcams Abruzzo e Molise, “per frenare chi vorrebbe far arretrare i diritti sessuali e riproduttivi delle persone, sempre più fil rouge dei nuovi fascismi”.

4 Commenti su "Cgil all’Abruzzo Pride: “Difendiamo i diritti”"

  1. L'Avanguardista | 16 Giugno 2025 at 16:20 | Rispondi

    Si parla di diritti…. solo chiacchiere…!!!
    In questo Abruzzo fatto di montagne, montanari, piccoli paesi, è troppo spesso usare “additare” in modo persecutorio come “frocio” anche chi non lo è con il solo scopo di farti perdere il posto di lavoro, far chiudere la tua attività, colpirti dal punto professionale, o peggio portarti al suicidio.
    Pratola e dintorni fanno scuola in questo e le denunce spesso vengono ignorate e archiviate.
    Di questo ne ho una esperienza personale e mi chiedo cosa accadrebbe se uno fosse realmente “frocio”, lo brucerebbero vivo in piazza…?
    ARRIVEDERCI

  2. Egregio direttore,
    Leggendo questo articolo sulla parata gay a cui hanno partecipato non solo persone omosessuali ma anche etero rappresentanti svariate categorie, dai professionisti agli artisti finanche a gruppi religiosi aperti,
    (non viene specificato se cattolici o di altre professioni di fede) mi chiedo sempre precisamente cosa queste persone chiedano.
    Lamentano che in questo periodo loro abbiano vita difficile ed il riferimento al governo di destra è palese.
    Sfilano in cortei di dubbio gusto, spesso provocatori per urlare al mondo l’orgoglio di appartenere ad una categoria diversa.
    Ed ecco che la contraddizione è evidente. Perché mai dovrebbero fare parte di una categoria?
    La risposta diventa spontanea: per creare una lobby in modo tale da poter influenzare il legislatore a loro favore.
    E cosa chiedono queste lobby che già non hanno?

    Il rispetto. Ma chi non rispetta un omosessuale? Le stesse persone che non hanno rispetto per altre minoranze quali i diversamente abili, gli obesi, gli extracomunitari, i tossicodipendenti e tutti coloro che hanno caratteristiche “fuori norma” e la normalità la stabiliscono loro, ossia chi discrimina.
    In un posto di lavoro sia pubblico che privato, in una scuola, negli ospedali e in tutti i luoghi sociali non viene chiesto l’orientamento sessuale.
    Gli omosessuali possono unirsi tra loro attraverso le unioni civili pensate proprio per tutelare questo tipo di convivenze a livello economico e sociale.
    Non possono riprodursi insieme per ovvi motivi.
    Ecco l’inciampo, loro vogliono figli per “sentirsi famiglia”. Ossia pretendono di “scimmiottare” le famiglie naturali in nome di un sentimentalismo egoista.
    Desiderano figli e sono disposti a tutto pur di averne.
    Nel caso di due uomini di reclutare una donna disposta a diventare incubatrice vivente. Quindi passando sopra a tutto quello che questa pratica tremenda comporta.
    Nel caso di due donne di trovare un uomo compiacente, magari un amico bisognoso di soldi. Sì, perché queste pratiche non sono mai elargite gratis.
    Poi se il figlio nascendo dovrà crescere confrontandosi con due genitori sessualmente uguali poco importa.
    Cosa importa se un bambino per crescere bene ha bisogno di due genitori etero, ossia di una mamma e di un papà?
    L’importante è amare…dicono. Che siano due donne o due uomini ad amare un figlio non è determinante per fare sì che questo bambino cresca in equilibrio secondo la loro teoria.
    ” Mi manca il papà che non conoscerò mai”. Incubi, drammi e domande dei figli delle coppie arcobaleno.
    Queste esperienze raccontate dalla rivista online “Tempi” raccolgono storie di bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali, esperienze da cui si evince che il “vogliamoci tanto bene che tutto il resto sono dettagli” non corrisponde alla realtà.
    Concludo dicendo che queste parate in cui è quasi tutto provocazione non danno decoro alle persone che vivono la loro omosessualità nella normalità del quotidiano, senza volere a tutti i costi quello per cui la natura stessa ha deciso diversamente.
    Quali sarebbero i diritti negati a lesbiche e omosessuali?
    La benedizione cattolica della vita di coppia?
    Impossibile come è impossibile per un sacerdote cattolico benedire la vita di coppia tra due amanti clandestini.
    È dottrina e la dottrina cattolica è l’insieme degli insegnamenti ufficiali e delle credenze professate dalla Chiesa cattolica, riguardanti la fede, la morale e il comportamento dei fedeli. Si basa principalmente sulla Sacra Scrittura, sugli insegnamenti degli apostoli e sul magistero della Chiesa.
    Avere figli ad ogni costo?
    Se ne dovrebbero fare una ragione, i bambini hanno il diritto di avere una mamma ed un papà, è la natura che ha dettato le proprie leggi.
    Vivano quindi la loro vita sessuale con discrezione come tutti dovrebbero fare. La discrezione nella vita sessuale non è prerogativa dei gay.
    Lascino perdere sfilate assurde per rivendicare diritti che già hanno e si concentrino su altro.
    Per un cattolico non è morale avere relazioni omo come non è morale avere relazioni extraconiugali ma questo è un altro discorso, che si accetta solo se si ha fede in Dio padre.

    Angela D’Alessandro

    Prolife insieme
    http://www.prolifeinsieme.it

    • Di tanto suo parlare le faccio notare che anche “altri” fanno le loro manifestazioni “ideologiche” anch’esse discutibili per “altri”.
      Il suo è un attacco premeditato su di un unico punto, di sua discrezionale scelta e interpretazione.
      Ad ognuno le proprie parate, le proprie rivendicazioni, il proprio libero credere in ciò che vivono e vogliono!

      VIVI E LASCIA VIVERE.

  3. L'Avanguardista | 17 Giugno 2025 at 11:30 | Rispondi

    Sig.ra Angela il discorso è molto complesso e non dovrebbe mai essere strumentalizzato né dai sindacati né dai politici.
    La famiglia è una unità in cui vivono i figli che ha il principale scopo di proteggerli, educarli, sostenerli nella loro crescita.
    Il fatto che debba essere costituita da madre e padre risulta dal fatto che i due dovrebbero essere quelli che lo hanno concepito unendo uno spermatozoo del maschio ad un ovetto della femmina.
    Tuttavia questa non è sempre la norma neanche nelle normali famiglie se si pensa quante coppie hanno concepito figli con metodi vari a causa della infertilità di uno dei due ricorrendo anche a donatori di seme o altro. In questi casi i figli crescono serenamente nella famiglia chiamando mamma e papà due che non lo sono biologicamente. Lo stesso vale per le adozioni.
    Non si creano problemi fin quando i problemi non te li mettono quelli di fuori e qui entra in gioco la cultura del posto.
    Esistono poi famiglie fatte da un solo genitore per i motivi più vari, gravidanze in giovane età, lutti, o altro.
    Allora non vedo perché non possano esistere famiglie fatte da due persone dello stesso sesso che potremmo chiamare unigenitoriali plus, cioè rafforzate dal raddoppio dello stesso sesso dove i figli nascono con gli stessi metodi che si hanno nei casi di infertilità e/o adozione.
    In fin dei conti per un bambino è sempre meglio che crescere solo e senza genitori.
    Basta fargli capire che i genitori non sono necessariamente quelli che lo hanno generato ma quelli che lo hanno allevato e cresciuto a cui si legano per tutta la vita.

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